Clandestini: Israele li respinge, Alfano li coccola

Condividi!

Israele ha stretto un accordo per espellere migliaia di ‘profughi’ africani in un altro paese africano non nominato, che si accollerà gli immigrati in cambio di aiuti militari e supporto finanziario, lo rivela il quotidiano Yediot Aharonot.

Il giornale ha detto che, in virtù di un accordo di principio, quel paese prenderà circa 2.000 eritrei attualmente in Israele in cambio di aiuto militare, tecnologico e agricolo.

Un ufficiale israeliano di alto rango ha detto alla Corte suprema che stava per essere raggiunto un accordo con il paese in questione per l’espulsione degli immigrati eritrei.

Mentre del paese non è stato reso noto il nome, Yediot ha detto che le intese sono state messe insieme da un inviato speciale del primo ministro Benjamin Netanyahu, Aggeo Hadas, dopo aver visitato un certo numero di paesi negli ultimi due mesi, tra cui Ghana, Etiopia, Kenya, Malawi, Nigeria e Uganda .

Di circa 60.000 immigrati africani in Israele – oltre la metà dei quali provengono dall’ Eritrea – circa 2.000 sono detenuti in un campo di prigionia. Questi hanno fatto domanda per lo status di rifugiato, ma le loro richieste non sono ancora state elaborate.

I sentimenti anti-africani sono esplosi nelle violenze dello scorso anno,  con una protesta a Tel Aviv, quando rivoltosi ebrei hanno distrutto negozi africani e bloccato le loro auto. 

Sull’onda della rivolta popolare, nel tentativo di impedire agli immigrati ad entrare in Israele, il paese ha eretto una barriera lungo il confine con l’Egitto, dopo la quale c’è stato  un drammatico calo del numero di eritrei che si sono infiltrati in Israele attraverso l’Egitto.

E’ da quel momento, che è invece iniziato l’assalto a Lampedusa. Evidentemente il blocco – giusto – posto dal governo israeliano, ha spostato il flusso verso la Libia e poi l’Italia. E dopo le deliranti dichiarazioni del maggiordomo di Arcore, il problema non potrà che peggiorare.

In Israele li respingono. Costruiscono muri per impedire l’invasione del loro paese. Pagano un paese terzo per prenderseli. Noi, abbiamo Angelino agli Interni.

Eppure l’idea di spedire i clandestini in un paese terzo quando rispedirli in quello di provenienza è impraticabile – quelli provenienti dall’Eritrea ad esempio – è ottima. A noi costa 45€ al giorno cadauno, mantenerli. Ci costerebbe 1/10 farli mantenere che so, dall’Etiopia in cambio di aiuti e accordi in campo medico e militare. Del resto, se lo fa Israele, mica può essere un provvedimento razzista. Non vorrete definire voi, per caso, gli Ebrei nazisti? E allora non lo saremmo nemmeno noi.

Ma c’è l’Ue. Perché altrimenti verrebbero rispediti in Libia. Invece, per l’Ue, si violerebbero i diritti degli invasori, così Angelino e i sette boldrini corrono in tutti i mari del mondo a caccia di immigrati da portare in Italia.

E non ci stupiremmo se, quel ‘paese africano’ dove Israele sta per mandare 2mila eritrei, fosse l’Italia di Alfano e Letta.

Share

Fonte: Identità.com




Lascia un commento