Bernanke paventa la fine del QE: Wall Street cade

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La Federal Reserve manterrà la sua politica di quantitative easing un po ‘più a lungo, ma il presidente Ben Bernanke ha fornito suggerimenti mercoledì che questi giorni stanno giungendo al termine. E la notizia non è stata accolta bene dal mercato, ormai assuefatto al denaro facile.

Nel corso di una conferenza stampa, il capo della banca centrale ha detto che se l’economia continua il suo relativo miglioramento – in realtà l’economia americana ha quasi gli stessi disoccupati di quando la crisi era ai massimi – il programma di acquisto di asset da parte della Fed potrebbe rallentare verso la fine del 2013 e concludersi nel 2014.

I mercati hanno reagito con vendite aggressive. Il Dow ha perso 200 punti.

Del resto ormai, i mercati sono totalmente dipendenti dalle Banche Centrali. Secondo Julian Callow di Barclays, su 2 trilioni di dollari totali del mercato di obbligazioni tripla A, ben $1,8 trilioni sono acquistate dalle Banche Centrali. Niente di simile è stato visto prima in tempi moderni, se mai è accaduto prima.

La Fed, la BCE, la Banca d’Inghilterra, la banca del Giappone e altre, detengono $10 trilioni in obbligazioni. Cina, gli stati petroliferi et al., detengono altri $10 trilioni. Tra di loro detengono $20 trilioni, pari a circa il 25% del PIL mondiale. Ormai il mercato non esiste, loro sono il mercato. Ecco perché le decisioni della Fed sono così decisive e possono provocare vendite a catena.

Bernanke ha comunque ribadito esplicitamente che il processo di acquisto di bond dovrebbe continuare a esercitare una pressione al ribasso dei rendimenti obbligazionari sostenendo così la ripresa economica. Per i mercati c’è quindi un altro po’ di ‘droga’ da consumare, il redde rationem in borsa sarà probabilmente rinviato di qualche mese.




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