Tutte le minacce dei “fans” della congolese

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Una pagina Facebook, da ieri, ovvero da quando giornali e tv hanno additato al pubblico ludibrio la donna che, commentando la notizia di uno stupro da parte di un immigrato – l’ennesimo – è sbottata in modo infelice contro la ministra della dis-integrazione, da quel momento dicevamo, la pagina in questione è mira di personaggi in crisi di identità e dal linguaggio miseramente violento.
Perché nelle foto pubblicate dai giornaletti come lo Strafatto Quotidiano, appare la scritta Resistenza Nazionale come fonte della notizia prima condivisa e poi commentata dalla “razzista” veneta. Ovviamente gli ignoranti non sanno che chiunque può condividere un post di chiunque altro e poi commentarlo, e si è scatenata la canea di minacce, alcune piuttosto gravi, agli amministratori della pagina e alla Velandro che, erroneamente, viene ritenuta, da questi strampalati personaggi, legata alla pagina.
Sono tutti fans della Kyenge. E hanno la sua stessa arroganza, quella di chi non rispetta le idee altrui e vorrebbe “eliminare” qualunque dissidenza all’idiozia multietnica.

Ecco una breve galleria di queste minacce, quelle pubblicabili, le meno estreme e le meno volgari:

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Ma tranquilli, nessun problema. Sono minacce che vengono dalla “parte giusta”.




Un pensiero su “Tutte le minacce dei “fans” della congolese”

  1. Ho notato l’alto senso della cultura e della profonda educazione che la signora Mistretta dimostra di avere con le sue espressioni delicate degne di una damina del Settecento. I signori Domenico Graziani e Mauro Castiglia hanno portato argomenti veramente incisivi e razionali, conditi dalla miglior analisi filosofica , per la comprensione del problema che viene presentato. Mi convinco ancora di più che con la presenza di elementi provenienti dall’Africa, e con la profonda influenza sociale, religiosa, culturale, politica e filosofica che questi apportano nel nostro Paese , sicuramente potremo salire molto in alto ltà. Naturalmente avremo bisogno di farci riattaccare la coda e trasformare in nostri piedi in mani così da poterci arrampicare meglio per raccogliere banane e noci di cocco.

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