Tutti contro Dolores: come ti sbatto il “mostro” in prima pagina

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Eccoli qui i difensori degli immigrati. Talmente sono obnubilati dal loro fanatismo ideologico da perdere di vista il fatto principale – lo stupro di una ragazza salvata da un agente – per denunciare invece lo “scatto d’ira verbale” di una signora che lo commenta. In modo sbagliato – che non condividiamo -, certo, ma comprensibile. Non per i sacerdoti del politicamente corretto. Non per i cultori della corruzione neolinguistica. Per loro “contano” più della parole dal sen fuggite, di uno stupro.

E allora vai con il mostro in prima pagina, e già che ci siamo cerchiamo di coinvolgere anche il sito che ha pubblicato l’articolo. Cosa che non guasta. Con un giornalismo d’accatto si include nella foto la notizia commentata – che non c’entra nulla con il commento – invece della sola frase “incriminata”. E’ Linciaggio Quotidiano.

Si strumentalizza lo sfogo di una donna davanti ad un fatto orribile, il suo sdegno per una politica infame che sta consegnando il paese all’anomia, tutto, solo per propaganda. E poco importa se qualche ragazza è stata stuprata veramente, quelli, a differenza di qualche frase scritta su Facebook sono “stupri presunti“. Gli stessi giornali che festeggiano in modo orgiastico la liberazione di 4mila stupratori, ladri e assassini dalle carceri, sono pronti a gettarsi alla giugulare di qualcuno che scrive una frase infelice.

Noi evidenziamo la sproporzione nella reazione rispetto ad un intervento inappropriato, certamente, ma pur sempre un mero commento. Si guarda al dito – il commento – e si dimentica la luna – lo stupro.

E per capire il fanatismo dei lettori delloStrafatto Quotidiano, basta leggere i commenti intrisi d’odio in basso all’articolo. Ma quelli vanno bene, perché sono minacce che vengono dalla parte “giusta”.

A noi, invece, piace sempre essere dalla parte “sbagliata”. Con orgoglio. Solidarietà alla signora, e un consiglio: non scriva mai, quello che pensa, nell’Italia di oggi, può essere reato. Lo stupro, invece, no.

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Fonte: Identità.com




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