Francia: Sindaco si rifiuta di sposare due gay; rischia la galera

«Io ho una coscienza e un cuore, non posso sposare due persone omosessuali. La legge Taubira è illegittima, usurpa il termine matrimonio, e io non posso applicarla».

Questa le chiare parole di Jean-Michel Colo, il  sindaco di un paesino francese di 3.000 anime che,  pochi giorni fa, si è rifiutato di far convolare a nozze due “diversamente etero”. Hanno preso le stesse posizioni anche i suoi sei assistenti, che avrebbero potuto farne le veci.

Colo si è inoltre appellato al diritto all’obiezione di coscienza, criticando direttamente Hollande, colpevole di aver prima promesso ai sindaci francesi il riconoscimento di tale diritto, per poi (in pieno modus operandi oligarchico) tirarsi indietro.

Il problema, difatti, è che la Legge Taubira ( che permette matrimoni e adozioni gay), non prevede il diritto all’obiezione di coscienza per i sindaci. La questione è cruciale: tale legge è così impopolare, anche tra i sindaci, che la concessione dell’obiezione di coscienza renderebbe molto ardua la sua applicazione. E così, su pressioni del  proprio partito, Hollande si è immediatamente rimangiato la promessa.

E adesso ( in pieno “giacobino style”) per proteggere la sua morale, vincolata presumibilmente anche da posizioni religiose, Colo (che è stato anche denunciato dalla “coppietta) rischia in ordine: la sospensione, la revoca della carica da sindaco, un’ammenda di 45.000 euro, e tre anni di galera ( speriamo che non sarà anche costretto ad assistere agli amoreggiamenti dei “promessi sposi”).

Insomma, nell’Europa che stanno costruendo, mentre  per non offendere gli islamici e la loro “sensibilità culturale” si arriva anche a licenziare  donne, quando poi ci si ritrova di fronte alle sensibilità morali e religiose degli autoctoni, si risponde con la galera.

 

 

 

 

 

 



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