La bugia di Marino sulla truffa all’Inps: la sua denuncia non esiste

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Un paio di giorni, quando uscì la notizia della truffa all’Inps

Uno scandalo travolge il candidato Pd al Campidoglio Ignazio Marino a due giorni dal voto. La sua onlus “Imagine” avrebbe aggirato il fisco, creando rapporti di lavoro falsi con dipendenti che non esistono, fingendo poi di pagarli con assegni per creare fondi neri. E’ quanto scrive il sito Affariitaliani.it, che pubblica il plico ricevuto in redazione che denuncia la vicenda.

Il comitato Alemanno parla di notizie gravissime e aggiunge: «Se fosse vero sarebbe una delle pagine più incresciose della storia politica romana che coinvolge la sinistra. Marino ne tragga le conseguenze e ritiri la sua candidatura».

http://voxnews.info/2013/06/06/truffe-allinps-scandalo-travolge-marino-alemanno-chiede-il-ritiro-della-candidatura/

Ignazio Marino replicò:

Nella replica alla notizia sulle truffe di Imagine – la Onlus di Marino – il comitato per la sua elezione a Sindaco precisa: ”Ignazio Marino non amministra la Onlus Imagine, si occupa del lato scientifico dall’associazione”. Poteva non sapere.

“Tutte le attività amministrative e contabili della Onlus Imagine vengono gestite dalla direttrice. In relazione a quanto ipotizzato da Affaritaliani.it si precisa che tutti i contratti di cui si fa menzione sono stati redatti e sottoscritti nella consapevolezza della regolarità e della legittimità”.

In una precedente smentita si faceva menzione della falsità delle accuse, in questa, invece, si precisa che Marino “non si occupa di amministrazione“.

La cosa simpatica è che quando sarà Sindaco, e qualcuno farà qualcosa che non va fatto, potrà sempre dire che lui si occupa del lato scientifico.

http://voxnews.info/2013/06/06/marino-sulla-truffa-allinps-io-non-mi-occupo-di-amministrazione/

Aggiunse anche di avere – lui estraneo perché non si occupava di amministrazione – denunciato chi commetteva illeciti nella sua onlus. Nella quale lavorava ma non sapeva.

Ecco, la denuncia però  non si trova. Non è mai stata presentata. L’unica denuncia fatta, a seguito della rivelazione choc sulla truffa all’Inps, è contro chi ha osato consegnare il plico con i documenti alla redazione di Affaritaliani.it. 

Scrive Libero:

che giovedì pomeriggio ha lanciato online lo scoop in cui si riferiva di un presunto giro di pagamenti in nero, avvenuti intestando assegni a due teste di legno e girati per 18 mesi a un unico dipendente, probabilmente per aggirare le regole fiscali.  La polizia postale non ha perso tempo: ieri  ha convocato Carlo P., l’informatico che per raggiungere «il compenso pattuito con Marino, 1.500 euro», spiega il suo legale a Libero, ogni mese intascava il suo assegno e «quelli di due colleghi mai conosciuti», forse mai esistiti.

L’avvocato Massimiliano Scaringella, ieri fuori città per lavoro,  ha parlato con l’agente della Postale  che aveva firmato la convocazione di Carlo, dando disponibilità ad accompagnare il 42enne lavoratore precario già oggi, per  fornire al più presto tutte le spiegazioni alla polizia. «Mi hanno risposto che non c’era fretta», racconta il legale, «hanno fissato l’incontro per il 12 giugno». A urne chiuse, quindi, quando il ballottaggio tra Marino e il sindaco uscente Gianni Alemanno avrà già sancito chi indosserà la fascia tricolore per i prossimi 5 anni.

La cosa curiosa è che giovedì sera, nel confronto in diretta su Sky, Marino aveva tagliato corto riguardo la storia della onlus. Con grande sicurezza, il chirurgo aveva zittito Alemanno: «La onlus di cui si è parlato è una onlus di persone perbene, parte lesa in una situazione in cui c’è stata una denuncia a carabinieri, polizia e magistratura e c’è un’indagine in corso». Chi sia stato a ledere “Imagine”, Marino non lo ha detto. Ma Carlo P. si è risentito, come chiarisce ancora l’avvocato Scaringella. «L’idea non è stata certo del mio assistito, che sperava semplicemente di arrivare presto a un contratto a tempo indeterminato, con pagamenti regolari, che gli era stato promesso un anno e mezzo fa. Questa procedura di pagamento, gli avevano assicurato il dottor Marino e la amministratrice della onlus, era una soluzione momentanea. Invece andava avanti da 18 mesi. Periodo durante il quale, sia chiaro, Carlo non si è certamente travestito per prendere gli assegni di quei due colleghi mai visti». Due colleghi fantasma in un ufficio con cinque persone: Marino, Carlo, la amministratrice e altre due persone che non rispondono ai nomi riportati sugli assegni. Ieri l’informatico non se l’è sentita di andare al lavoro, in via dei Volsci, e nessuno lo ha chiamato per avere notizie. È chiaro che l’esplosione di questa bomba non fa bene a nessuno di loro, ma l’avvocato Scaringella ne è certo: «Se c’è una parte lesa, quella è Carlo», che non si è fatto troppe domande e ha accettato il bizzarro metodo di pagamento, in attesa del tanto sospirato contratto a tempo indeterminato. Ciò che adesso spaventa il 42enne è di essere finito in un gigantesco scandalo politico a poche ore dall’assegnazione della poltrona di sindaco. Un trono che Marino potrebbe perdere proprio dopo questo scandalo, che potrebbe anche portargli guai penali. Del resto è lui, come presidente, ad avere firmato i contratti ai due dipendenti fantasma.

Insomma, Marino non si occupa di amministrazione e nemmeno di denunciare i responsabili. A quanto pare.

Ieri intanto Marino non ha presenziato all’ultimo confronto televisivo con Alemanno, per evitare domanda scomode. «Il fatto che questa sedia sia vuota è un brutto segnale, mi aspettavo che Marino fosse qui a spiegare la questione della sua onlus che è emersa ieri e invece non c’è». Ha detto il Sindaco in carica.

Non basta. Il direttore del dorso romano di Affaritaliani.it, Fabio Carosi  stufo delle continue «minacce telefoniche ricevute», andrà a portare tutto il materiale alla Guardia di finanza. «Senza fare denunce mi limiterò a consegnare spontaneamente le carte che sono state spedite giovedì in redazione in forma anonima».




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