Toscana: dopo la Nuova Sars, anche la Tubercolosi

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PONTEDERA  – Un bimbo italiano di 9 anni abitante nel Pisano e’ stato ricoverato all’ospedale Meyer di Firenze perche’ affetto da tubercolosi (Tbc). Indagini epidemiologiche della Asl sono scattate nei luoghi frequentati dal bambino e i suoi 15 compagni di classe e sei insegnanti della scuola elementare che frequenta saranno sottoposti a test.
Al Meyer il bimbo e’ curato con antibiotici. La Tbc gli e’ stata diagnosticata all’ospedale Lotti di Pontedera.

Chissà dove avrà contratto la Tubercolosi questo povero bambino. Sicuramente non nella sua scuola multietnica. E sicuramente non è un’emergenza.

ALLARME TBC: in Italia in aumento tra i bambini, verso registro nazionale

La Tubercolosi sembrava scomparsa, invece torna a rappresentare un grave pericolo  sanitario nel nostro Paese.
La malattia  sta registrando un aumento di incidenza negli ultimi anni e desta preoccupazione soprattutto tra  i piu’ piccoli. Se ne e’ discusso al 31esimo congresso di Antibioticoterapia in eta’ pediatrica, che si e’ svolto dal 7 al 10 novembre a Milano e durante il quale e’ stato lanciato il Registro Italiano Tubercolosi in eta’ Pediatrica, con il patrocinio della Societa Italiana di Infettivologia Pediatrica (Sitip).

Il registro, cui sono stati invitati a iscriversi tutti i professionisti del settore entro il 30 novembre, vedra’ come centri di riferimento l’Ospedale Meyer di Firenze, per le regioni del Centro-Nord e l’Ospedale Bambino Gesu’ di Roma per le regioni del Centro-Sud. In Italia, la tubercolosi colpisce circa 1 persona su 10mila con 4.500 nuovi casi ogni anno (report ISS) e un maggior interessamento delle regioni Centro-Settentrionali, quelle a maggiore densità di immigrati. Roma e Milano, dove si concentrano le maggiori comunità di immigrati, sono al primo posto tra le citta’ piu’ colpite, responsabili di un quarto dei casi totali notificati a livello nazionale nel 2008.

Negli ultimi 3 anni e’ stato registrato un incremento  soprattutto tra i bambini (0-14 anni).       A favorire la crescita di incidenza della tubercolosi, il flusso migratorio in costante aumento, contribuisce anche il ritardo diagnostico, ma è piuttosto ovvio visto che in Italia il problema era scomparso.

Va sottolineato, infine, come il ritardo diagnostico possa avere conseguenze gravi anche sull’esito della malattia: spesso, infatti, si arriva alla diagnosi di tubercolosi dopo che un bambino e’ passato da un ospedale all’altro per una polmonite poco chiara, migliorata con il trattamento, ma con la tendenza a recidivare.

L’allarme riguarda anche la TBC multi-resistente ai farmaci,  sempre legata alla presenza di immigrati: la tubercolosi esiste e nel nostro Paese stanno aumentando, anche in eta’ pediatrica, i casi di tubercolosi resistente a piu’ farmaci, che determinano notevoli problemi di gestione farmacologica dei soggetti venuti a contatto con questi pazienti”.

Ovviamente, chiedere uno screening degli immigrati provenienti da paesi a rischio che entrano in Italia, è razzista.  Obbedire ai dettami della religione del politicamente corretto, val bene mettere in pericolo la vita dei bambini italiani,

Integrare, significa anche questo.




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