Università: gli immigrati non pagano, gli italiani si

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Come ben sapete, e come ci ricordano sempre i due comici al governo, gli immigrati sono discriminati in Italia.
Ed è per questo che i loro figli non pagano le tasse universitarie. Non è poi così conveniente “essere italiani”.

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Questa schermata – cliccare sopra per credere – è presa pari pari dal sito dell’università di Genova, ma non è differente la situazione nelle altre università italiane.
I sedicenti profughi non pagano. Ma anche i figli di immigrati senegalesi, piuttosto che bengalesi, piuttosto che – ma senti un po’ – congolesi pagano la metà di quanto paga un ragazzo italiano. Ma tranquilli, non è discriminazione, è per venire incontro ai “migranti”.

Facciamo un esempio. Andrea ha una figlia che vorrebbe studiare all’università, ma Andrea ha un lavoro che non lo permette, sua figlia non potrà studiare. Nel frattempo arriva Abdul con un barcone, a lui lo Stato italiano dà uno stipendio di 45€ al giorno e l’università gratis alla figlia. Intanto Andrea paga anche le tasse per mantenere Abdul. E Boldrini festeggia.

Qualcosa mi dice che i “collettivi de sinistra” non faranno alcuna marcetta di protesta e non occuperanno alcun ateneo. Tanto a loro l’università la paga il papi. Ma tranquilli, non diranno nulla nemmeno le associazioni della cosiddetta destra, non vogliono passare per “razzisti”. E’ la par condicio, nessuno fa nulla per gli italiani.




5 pensieri su “Università: gli immigrati non pagano, gli italiani si”

  1. Studente Universitario? Sì dico a te! Ti raccomando indignati per il caro tasse, per la squadra del cuore, scendi in piazza per lo spritz o per esultare, esaltato, la vittoria della tua squadra di calcio, pensa a divertirti e alle feste; dimenticavo alcool tanto alcool. NON preoccuparti minimamente di questo aticolo tanto le tasse le pagano o i tuoi genitori o te stesso che magari, molto diligentemente, li sudi facendo il cameriere, baby sitter, et… Tranquillo NON preoccuparti. Se vuoi però, in modo pacifico e ESEMPLARE, t aspettiamo a Roma Sabato 8 Giugno alle Ore 15 in Piazza Esquilino (https://www.facebook.com/events/438251716271101).

  2. Vorrei farvi notare una cosa:
    “I sedicenti profughi non pagano.” Sul sito dell’Università di Genova c’è scritto “rifugiati” ovvero, solitamente, “rifugiati politici”, non “immigrati arrivati col barcone”. Inoltre, serve un documento che attesti questo stato della persona e conoscendo la burocrazia italiana, non è così facile averlo. Ma avendo letto i vostri articoli, non pretendo che voi abbiate un quoziente intellettivo tale da poter sapere queste cose. Ma poi, avete una benché minima idea di come si faccia giornalismo? Assolutamente no, lo sanno anche i porci che in un articolo bisogna astenersi dai pareri personali. Questo sito, più che di informazione, è una caterva di spazzatura. Che schifo.

    1. Ci sorprende che lei sappia leggere. Rispondiamo volentieri. Sperando che almeno la risposta le renda chiaro ciò che già era evidente già dall’articolo. Ci sono i cosiddetti “rifugiati” – che poi sono tutti quelli che in questi due anni hanno riscosso 45€ al giorno – e gli “immigrati tout court”. I primi non pagano nulla, ma anche i secondi, quindi tutti gli altri, pagano la metà. E non è complicato avere un attestato di “profugo”, visto che ne abbiamo mantenuti oltre 30mila in questi due anni, solo perché – casualmente – partivano dalla Libia pur non essendo libici.
      Non siamo così ipocriti da “fingere” di non avere “opinioni personali”, ce ne facciamo vanto, delle nostre opinioni.

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