Crollano le borse: bolla cinese e Fed

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I dati deludenti di questa mattina, con l’attività manifatturiera in contrazione a Maggio per la prima volta in sette mesi, con la caduta dei nuovi ordini, aumentando i timori per lo stato dell’economia cinese.

L’indice del flash HSBC (PMI) per maggio è sceso a 49,6, in calo dal 50,4 di aprile. Una figura sotto 50 indica una contrazione.
Il PMI suggerisce una debolezza sia in patria che all’estero. Un sub-indice che misura i nuovi ordini totali è sceso a 49,5, il valore più basso dal mese di settembre, suggerendo che il consumo interno – come sempre – non è abbastanza forte da compensare la domanda globale in discesa.

Inizia quindi a sgonfiarsi la bolla cinese. A questo punto, il target di crescita del 7.5%, necessario a garantire che l’economia non entri in stallo, si fa sempre più difficile.

“La Cina è su un percorso di decelerazione strutturale.” Dice un analista.

Il dato cinese, unito alle dichiarazioni dello spacciatore della Fed, Bernanke, sulla possibile fine del pompaggio di denaro da parte della banca centrale americana, ha mandato nel panico i drogati del mercato finanziario facendo crollare la borsa di Tokio e mandando al tappeto quelle europee.

Gli speculatori, totalmente assuefatti al denaro facile, sono ormai dipendenti, la sola ventilata possibilità che lo “spacciatore” diminuisca le dosi, li manda in crisi d’astinenza.




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