Sono 9 milioni i lavoratori italiani in difficoltà: c’è bisogno di immigrati?

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Sono nove milioni i lavoratori italiani in seria difficoltà. secondo un’indagine Ires Cgil. “Complessivamente l’area della sofferenza e quella del disagio contavano nel quarto trimestre 2012 circa 8 milioni e 750 mila persone in età da lavoro: solo negli ultimi 12 mesi hanno registrato insieme un incremento del 10,3% (equivalente a +818 mila unità) mentre rispetto al quarto trimestre 2007 l’aumento stimato è del 47,4% (pari a +2 milioni e 811 mila persone)”.

“le statistiche del mercato del lavoro nel quarto trimestre 2012 tratteggiano un quadro molto allarmante: l’area della sofferenza aumenta notevolmente rispetto al quarto trimestre 2011 (+650 mila, +16,6%) e interessa 4 milioni e 570 mila persone”. L’incremento rispetto al quarto trimestre 2007, quando l’area della sofferenza contava ‘soltantò 2 milioni e 686 mila persone, è del 70,1%, equivalente a poco meno di 1 milione e 900 mila unità.

“L’area del disagio è sempre crescente dal 2007 alimentata soprattutto dal part-time involontario che è quasi raddoppiato nell’arco degli ultimi cinque anni. Nel quarto trimestre 2012 la consistenza dell’area è stimata in 4 milioni e 175 mila unità, con un incremento del 4.2% nell’ultimo anno (+168 mila persone) e del 28.6% rispetto allo stesso trimestre del 2007 (+927 mila). Il ricorso al tempo parziale ha consentito a molte aziende – a fronte di una marcata contrazione degli ordini – di contenere il costo del lavoro: insieme alla cassa integrazione guadagni, ha rappresentato un utile strumento di salvaguardia del posto di lavoro”.

Ci spieghi la Cgil, davanti a questi dati, perché sono stati tra i fautori delle sanatorie e dei decreti flussi che hanno permesso l’ingresso di circa 1 milione di immigrati dal 2007 ad oggi. Non è un controsenso? Non è contro i lavoratori?

Tornate a leggere Marx e riponete i volantini dell’arcigay.




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