Grillo sugli indagati per vilipendio: “Napolitano si nasconde dietro reato fascista”

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ROMA, 15 MAG -”Chi puo’ essere al sicuro di un’eventuale denuncia per una critica al Presidente della Repubblica? Allora per difendersi l’unico mezzo e’ non scrivere piu’ nulla. Bocche cucite. Dita bloccate sulla tastiera.

Commenti oscurati”:e’ l’atto di accusa in un post di Grillo (per la prima volta senza commenti) sulle persone indagate a Nocera – di cui VoxNews aveva già parlato – per avere osato criticare sua maestà Kim-il-Napolitano.

E ricorda: “Il reato di vilipendio deriva dal Codice Rocco del periodo fascista. Nel ventennio si tutelava dal delitto di lesa maestà la figura del re e di Mussolini, dal dopoguerra i presidenti della Repubblica. Il reato di vilipendio non è qualcosa rimasto sulla carta, a monito. E’ stato invocato innumerevoli volte, spesso dai partiti a scopi politici, e anche applicato”.
“Inoltre un cittadino, perché il presidente della Repubblica sarà il primo dei cittadini, ma sempre cittadino rimane, non può essere più uguale degli altri di fronte alla legge. Invito il Presidente della Repubblica a chiedere l’abolizione dell’articolo 278 sconosciuto nella maggior parte delle democrazie occidentali”.

L’abolizione? Da parte di chi si è arrogato il privilegio, di distruggere le proprie conversazioni telefoniche con Mancino, sulle trattative Stato-Mafia? In quale realtà alternativa?




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