Spagna insolvente, lo dice il FMI

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Il Fondo Monetario Internazionale ha pubblicato, passato quasi inosservato, il suo Fiscal Monitor sulla Spagna, nel quale dichiara, se non formalmente, attraverso i numeri, la Spagna come “insolvente”.

Prevede infatti che il deficit di quest’anno al 6.6 per cento del PIL rimarrà stabile nell’orizzonte di previsione fino al 2018. Con lievi variazioni annuali. Tutto questo, ovviamente, sempre che non si verifichino nuovi shock esterni.

Ancora peggio il “deficit strutturale”, che sarebbe la parte di denaro che un paese prende in prestito che permane anche nel caso l’economia ritorni alla crescita, cosa comunque dubbiosa nel breve periodo. Questo cosiddetto “deficit strutturale” infatti, che è previsto al 4.2 per cento del PIL quest’anno, crescerà al 5,7 per cento nel 2018. Nell’arco temporale fino al 2018, la Spagna ha di gran lunga la situazione di deficit strutturale peggiore di qualsiasi economia avanzata.

Con questi numeri, il debito pubblico salirebbe dall’ 84,1 per cento del PIL l’anno scorso al 110,6 per cento nel 2018. Questo in un paese che non ha la forza economica e produttiva dell’Italia. Nessuna altra economia avanzata ha una prospettiva di peggioramento del debito così traumatica.

Questo vuol dire che, alla fine. la Spagna dovrà prendere accedere al mercato del debito solo per pagare gli interessi sul debito esistente. In tutto questo, il “fiscal compact” europeo richiede alla Spagna di ridurre il deficit al 3 per cento entro due anni. Ma badandoci su questi numeri, non c’è nessuna possibilità che questo obiettivo venga raggiunto senza ulteriori misure di austerità, che oltretutto, se messe in pratica, non farebbero altro che ottenere l’effetto contrario abbattendo la crescita.

In base a questi numeri è evidente che nel breve termine la Spagna sarà costretta a “ristrutturare” il debito sul modello greco. E questo al di là se la BCE interverrà o meno sul mercato: quando c’è una insolvibilità di fondo, nessuna quantità di liquidità, utile invece a impedire rialzi degli interessi per attacchi speculativi, può salvarti. A quel punto anche il debito italiano entrerà sotto pressione e probabilmente, anche se la situazione strutturale italiana è positiva, questo inciderà pesantemente sugli interessi e quindi sul deficit.

Quando dico “ristrutturare”, significa che i creditori del debito spagnolo saranno chiamati a sostenere delle perdite. Esattamente come accaduto nell’analogo caso greco. Visto che molti di questi creditori sono le stesse banche spagnole, significa che queste dovranno essere salvate come sono state salvate quelle cipriote: e come per Cipro, si razzieranno i conti.

Per questo chiunque abbia un conto in Spagna, consigliava oggi il Daily Telegraph, farebbe bene a chiuderlo. Finché è possibile farlo.




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