Città inglesi: bianchi in fuga, minoranze “all’inseguimento”

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Un nuovo studio Demos conferma: gli autoctoni bianchi della Gran Bretagna si stanno ‘ritirando’, dalle aree dove arrivano gli immigrati appartenenti a minoranze etniche. E non è solamente una “fuga” verso le periferie, ma da intere città.

L’analisi dei dati del censimento mostra che i britannici bianchi stanno lasciando le aree dove sono diventati minoranza e sono stati sostituiti da immigrati e altre minoranze etniche.

Di conseguenza, quasi la metà degli individui delle minoranze etniche vive in comunità dove i bianchi costituiscono meno della metà della popolazione. E’ la segregazione volontaria. A dimostrazione che il “razzismo”, inteso come preferenza del simile, è l’ordine naturale delle cose.

Il fenomeno mima quello che avviene ormai da decenni negli Stati Uniti: i bianchi costruiscono un quartiere, ci vivono migliorandolo, poi arrivano i neri o altre minoranze, e la qualità della vita degrada. A quel punto i bianchi abbandonano la zona e ricominciano da capo. Ma le minoranze li seguono dopo un certo numero di anni. E la fuga riprende. Sarebbe quasi divertente, non fosse tragico. Il problema è che gli Usa sono sconfinati e questo “gioco” può andare avanti quasi in eterno, l’Europa no: ci sarà un punto di rottura, soprattutto in paesi sovrappopolati come l’Italia. E sarà guerra razziale.

Sir Andrew Green, presidente del MigrationWatch think-tank, ha detto: ‘Questo è estremamente grave. E ‘la prova innegabile che siamo davvero stati dei sonnambuli, ed è il chiaro risultato della politica di immigrazione di massa”.

‘Lo sgomento pubblico al ritmo del cambiamento nelle nostre comunità spiega in gran parte perché tanti hanno votato come hanno fatto nelle elezioni locali della scorsa settimana lo Ukip. Una forte riduzione della immigrazione è ormai ineluttabile, non possiamo integrare nuovi arrivati’.

Demos ha detto che il cambiamento è il risultato di una ‘fuga dei bianchi’ dalle zone di arrivo degli immigrati.
La sua analisi del censimento 2011 evidenzia che il 45% dei membri delle minoranze etniche vive in aree in cui i britannici bianchi costituiscono meno della metà della popolazione. Nel 2001, erano “solo” il 25%.

Tali aree includono Yardley a Birmingham e diverse zone del consiglio dell’est e sud di Londra.
Ma intanto i bianchi vengono “inseguiti”: oggi ci sono solo 800 zone su 8.850 dove la popolazione è al 98 per cento bianca. Che si confronta con le 5.000 del 2001.

L’esperimento multietnico si trasformerà in una nuova Yugoslavia.




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