Siria: battaglia intorno a mega-deposito armi chimiche tra Al-Qaida e Lealisti

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Una battaglia nei pressi di una fabbrica che si pensa essere uno dei principali impianti di armi chimiche del regime siriano dimostra quanto stretta tali armi potrebbero essere di cadere nelle mani di al-Qaeda, scrive Colin Freeman.

Tra le pianure ondulate fuori Aleppo, la città di al-Safira è un campo di battaglia della guerra civile siriana. Da una parte ci sono gli estremisti islamici, dall’altra ci sono le truppe governative, e in mezzo una terra di nessuno, fortemente contesa.

syria-weapons_2548340bLa lotta per al-Safira non è una comune lotta per il territorio, ma per ciò che può essere trovato dietro le mura perimetrali della base militare pesantemente custodita ai limiti della città. All’interno di quello che sembra un parco industriale c’è uno dei principali impianti della Siria per la produzione di armi chimiche – e tra i suoi prodotti il sarin, il gas nervino letale che potrebbe cadere nelle mani degli estremisti islamici.

Tra le linee dei ribelli di al-Safira aleggia la bandiera nera della brigata al-Nusra, il gruppo jihadista che ha recentemente dichiarato la sua fedeltà ad al-Qaeda. Noti per la loro abilità di combattimento affinata in Iraq, ora stanno prendendo l’iniziativa in quasi tutta la prima linea nella guerra siriana, e all’inizio di questo mese, si sono spinti a poco più di un due kilometri da al-Safira, prima di essere respinti dall’esercito.

Insomma, siamo nella paradossale situazione di un Occidente che finanzia chi si fa saltare in area a Boston pur di eliminare Assad, senza alcun evidente interesse strategico se non quello di indebolire l’Iran.

Qualora infatti l’esito della battaglia volgesse in favore di al-Nusra, le armi di distruzione di massa siriane caderebbero sotto il controllo di al-Qaeda. Più di 500 volte tossico del cianuro e letale in dosi di un milligrammo di dimensione: un singolo contenitore di sarin potrebbe scatenare una carneficina se rilasciato su una rete metropolitana. Ricordiamo la strage di Tokio compiuta dalla setta di Shoko Asahara.

Ci si chiede se valga la pena destabilizzare il regime di Assad in nome dell’ideologia imperialista americana. Soprattutto alla luce del fatto che la riserva di armi chimiche del regime siriano è davvero grande, la più grande del Medio Oriente, e la quarta più grande al mondo. Iniziato nel 1970 con l’aiuto dell’Urss, oggi il suo programma include set per la preparazione di gas mostarda, sarin e un altro agente nervino, VX, che rimane letale per molto più tempo dopo la sua dispersione.




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