Tagli alla sanità: Alba Dorata impone a Ospedale per immigrati di aiutare i poveri greci

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In Grecia scarseggiano medicinali e sacche di sangue a causa dell’incapacità del governo greco filo-europeo di garantirne i pagamenti alle multinazionali del farmaco. Ma ci sono ospedali dove questi non mancano.

E’ il caso del General Hospital di Nikea ad Atene che, come ricordato dal consiglio di amministrazione dello stesso, è “uno spazio di resistenza e di cura per rifugiati e immigrati”. Insomma, mentre i Greci muoiono di stenti – è di oggi la notizia del suicidio del direttore di una filiale di banca nell’isola di Lesbo, che è la vittima numero 2100 dall’inizio della crisi – e i farmaci scarseggiano negli ospedali pubblici, questi non mancano in strutture private rigorosamente per immigrati.

E così ieri, giovedì, un gruppo di militanti di Chrisì Avghì ha fatto irruzione al General Hospital di Nikea ad Atene, chiedendo di contribuire alla speciale raccolta che avevano organizzato: medicinali, bende e alimenti da destinare ai cittadini greci indigenti.

Erano decine di ragazzi e ragazze che per unica arma avevano le bandiere greche. Naturalmente l’iniziativa ha subito scatenato la solita gazzarra e le accuse di “fascismo” – pare che oggi, aiutare i propri connazionali poveri sia da “fascisti” – ma questo non ferma Alba Dorata, che per sabato ha organizzato una raccolta di sangue per i cittadini ellenici.
La scarsità di sangue in grecia è infatti endemica, e i tagli alla sanità – e la sua privatizzazione – stanno rendendo molto difficile l’esistenza di chi ha bisogno di trasfusioni. L’iniziativa di Alba Dorata punta a risolvere il problema.




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