Quando la Boldrini chiama, un Pm disponibile c’è sempre

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C’è un ulteriore particolare riguardo le foto di una finta Boldrini nuda che sono circolate su Facebook. Ovvero a parte i sette poliziotti della Postale costretti ad occuparsi 24h al giorno di perseguire qualunque cosa riguardi miss 2%, o i poliziotti distaccati alla camera licenziati perché non immediatamente scattati sull’attenti. Infatti, secondo fonti di stampa, quando domenica 14 aprile, il responsabile degli agenti distaccati alla Camera riceve denuncia dalla Boldrini, informa della cosa – come farebbe per qualunque cittadini ovviamente – direttamente il Capo della polizia e il vertice della “Postale”. Un atteggiamento un tantino eccessivo, per una diffamazione su internet, e soprattutto un trattamento privilegiato vergognoso. Ma non è tutto.

Vengono allertate Digos e squadra mobile – manca solo l’esercito della salvezza – che poche ore dopo, e senza alcun mandato, si presentano da un giornalista di Latina che aveva postato su Facebook le foto. Il che ci fa pensare che la loro indagine sia avvenuta senza copertura giuridica.

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La “Gestapo” viene respinta dal giornalista perché dopo la scoperta che è senza mandato di sequestro. A quel punto i poliziotti – probabilmente imboccati dalla Boldrini – si rivolgono alla procura di Roma – e si sa, quanto la Procura di Roma abbia rapporti privilegiati con alcuni settori politici – e lì un pm firma il decreto d’urgenza per far andare avanti le indagini, senza avere preso visione di nulla, perché a quanto pare, il decreto viene firmato in un ristorante vicino a piazza Navona dove il Pm era a pranzo.

Questo è il classico esempio di privilegio di Casta, parola che non amiamo ma che rende l’idea. E la Casta è un coacervo di interessi che spazia dalla politica, alla stampa alla magistratura.