Boston: terrorista doveva essere espulso nel 2009, bufera su Obama

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Uno dei terroristi islamici della maratona di Boston sarebbe dovuto essere espulso dagli Usa anni fa, dopo un arresto.

Tamerlan Tsarnaev, il 26enne ucciso in una sparatoria con la polizia, era un legale residente negli Stati Uniti, che tuttavia avrebbe potuto essere rimosso dal paese dopo un arresto e la condanna nel 2009.

Ciò significa che l’amministrazione Obama ha perso l’occasione di deportare Tsarnaev perché evidentemente non sentiva rappresentasse una grande minaccia.

Non ostante il fatto che l’FBI dovesse poi indagarlo l’anno dopo, nel 2010, su richiesta del governo russo che riteneva avesse legami con estremisti islamici. L’Fbi non riuscì a trovare alcun collegamento, e l’amministrazione Obama non solo non lo espulse – almeno per precauzione – ma neanche lo fece sorvegliare.

Aggiungendo al danno la beffa, l’altro attentatore, il “fratellino” Dzhokhar Tsarnaev, venne addirittura premiato con la cittadinanza americana l’11 settembre 2012 a Boston, dopo avere ottenuto asilo politico ad Arlington Virginia il 27 settembre del 2002.

Anni prima che questi terroristi ceceni colpissero la maratona di Boston erano stati scovati documenti segreti che dettagliavano le attività di al Qaeda in Cecenia, tra cui la creazione, nel 1995, di un campo ordinato da Osama bin Laden per addestrare “terroristi internazionali” e realizzare attacchi contro americani e occidentali.

L’obiettivo, secondo i documenti, era quello di “stabilire uno stato islamico in tutto il mondo”.

In altre parole, era solo una questione di tempo prima che i terroristi dalla repubblica islamica effettuassero un attacco sul suolo americano o europeo.

Non si sa quanti di questi terroristi ceceni si siano infiltrati attraverso i canali dell’immigrazione negli Stati Uniti e in Europa e in quante occasioni i governi abbiano mancato di proteggere i loro paesi evitando di espellere potenziali terroristi.




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