Bologna, il Comune assume “mediatori” Rom e Sinti e regala terreni agli Zingari

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QUESTA NOTIZIA E’ CONTESTATA DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI BOLOGNA

Bologna, arrivano i mediatori Rom e Sinti
Sono otto, provengono dai campi di Bologna, San Lazzaro e Casalecchio e saranno assunti dal Comune di Bologna a tempo indeterminato e con stipendi che, secondo le voci, saranno superiori ai 3mila euro al mese.

I loro compiti? Fare da “ponte” tra le comunità di appartenenza e il Comune di Bologna che, in questo modo, ammette l’estraneità degli Zingari alla società bolognese: i “mediatori” servono con i nemici e i corpi estranei.

Il geniale progetto è stato presentato dal tristemente noto assessore al Welfare Frascaroli che inoltre già pensa alla sistemazione da trovare per 200 Zingari di etnia Sinti:“lavoriamo al superamento delle aree sosta Sinti”, puntando su piccoli terreni che saranno regalati dal Comune alle famiglie.

Dalla segreteria del tristemente noto assessore, arriva questa replica che pubblichiamo:

Gentile direttore,
trasmettiamo dichiarazione dell’assessore ai Servizi sociali, Amelia Frascaroli, in merito alle notizie apparse in rete in questi ultimi giorni su rom e sinti. La dichiarazione è stata trasmessa come comunicato stampa nella giornata di ieri, 22 aprile 2013.

http://urp.comune.bologna.it/comunica/comstampa.nsf/faa30f1db70ca835412569190058e89b/9c77aa777a1b87b3c1257b55005a7f4e?OpenDocument

“La notizia diffusa dal sito web voxnews.info e ripresa dalla testata online Imolaoggi, riguardante l’assunzione di mediatori culturali rom e sinti da parte del Comune di Bologna, è falsa. Così come è falsa la notizia di terreni che saranno regalati a famiglie sinti e rom.
Le persone a cui si fa riferimento hanno seguito un percorso di formazione di tre anni, sia teorico che pratico, finanziato dal progetto europeo Srap, (Addiction prevention within Roma and Sinti communities). Un’esperienza che ho definito bellissima e da tenere viva. Ora stiamo lavorando per capire come tenere attiva l’iniziativa e utilizzare al meglio le competenze di queste persone, ma non ho mai parlato di assunzione da parte del Comune di Bologna. Chiunque utilizzi in maniera distorta le mie dichiarazioni per il proprio tornaconto, o diffonda in rete notizie false con l’obiettivo di creare tensioni fra i cittadini, fa il male della città.
Diffidiamo quindi i mezzi di informazione a pubblicare notizie false riguardanti il Comune di Bologna e l’Amministrazione comunale”.

Con preghiera di pubblicazione sul vostro sito web, in sostituzione della falsa notizia ancora oggi presente, e con la raccomandazione per il futuro di verificare meglio le fonti prima di pubblicare.

Cordiali saluti

Matteo Caselli

Ufficio Stampa e Comunicazione
Comune di Bologna

Piazza Maggiore, 6 – 40124 Bologna

Tel. +39 051 219 3100
Cell. +39 335 1579840

E’ interessante la replica dell’assessore. E la domanda che abbiamo posto a chi ci ha contattato è: chi pagherà il mantenimento del “percorso” di tre anni – tre anni di soldi dei contribuenti che l’Unione Europea getta via in progetti assurdi -, perché tra assumerli direttamente, come sembrava dalle dichiarazioni precedenti, e invece finanziarli magari con qualche fondo “esterno”, fa solo una differenza formale, non sostanziale. A meno di non credere che questi “mediatori” verranno pagati dagli ospiti dei campi nomadi. Qualcuno ci crede?

Riguardo ai terreni, abbiamo solo riportato tra virgolette le dichiarazioni dell’assessore: “lavoriamo al superamento delle aree sosta Sinti”: superarle sistemandoli in terreni del comune, per noi, significa regalarglieli.
E’ ora che gli amministratori delle varie città d’Italia non rinneghino le loro scelte sul campo dell’immigrazione, se le ritengono giuste, perché queste d’ora in poi saranno rese pubbliche. Se ritengono giusto finanziare progetti di “integrazione”, come li chiamano loro, lo facciano, ma senza nascondere la mano. Poi i cittadini giudicheranno.




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