Il passeggero “kosher” che viaggia nel “preservativo” gigante

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kosher_aereoQuesta è la scena nella quale si sono trovati – loro malgrado – i passeggeri di un volo di linea israeliano e che mette in luce lo scivolamento sempre maggiore della componente ortodossa di Israele verso il fanatismo religioso.

Nell’immagine un un ex colonnello della Israeli Air Force, diventato un haredi – ebreo ortodosso – dopo aver frequentato una scuola talmudica che lo ha riconosciuto come «kohen». L’uomo è racchiuso in un sacco di plastica trasparente perché essendo un discendente della linea maschile dei sacerdoti dell’antico Israele, deve essere protetto dal contatto con le salme dei morti e con i cimiteri.

Quindi il sacco di plastica – una sorta di preservativo kosher – serve per preservare il “kohen” dal contatto con le impurità nei momenti in cui l’aereo sorvola un cimitero. Follia allo stato puro.

Come spiega il suo rabbino, rabbi Yosef Brook, capo della Netivot Olam Yeshiva: «Siccome l’aereo avrebbe effettivamente sorvolato un cimitero, c’era impurità. E anche se l’aereo è un luogo chiuso, l’impurità filtra, sicché il fedele deve mettersi dentro un contenitore chiuso in basso».

E poi risponde piccato alle polemiche generate in Israele: «Nessuno di quelli che ridono è al livello morale e intellettuale del mio kohen». «Meno capite, e più strillate, se uno Zulu mi vede telefonare, pensa che io sia pazzo perché non sa nulla di come le onde sonore si trasmettono per via elettromagnetica. Similmente, c’è un sistema spirituale di impurità e purità, e non abbiamo strumenti per rilevarne l’azione. Così dico ai critici. Se non conoscete nulla del problema, per favore lasciateci in pace».




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