Quirinale: Pd allo sbando, non sanno chi votare

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Sono iniziate oggi alle 10 a Camere riunite – ottima occasione per fare pulizia – le votazioni per scegliere il nuovo Presidente della Repubblica. Per essere eletto, il Capo dello Stato deve raggiungere almeno i due terzi dell’assemblea nei primi scrutini, ovvero 672 voti. E Franco Marini del Pd e candidato di compromesso tra Pdl e Pd non ce l’ha fatta, impallinato dal suo stesso partito ormai allo sbando. Una catastrofe politica per Bersani e il proscenio di una frammentazione del Pd, sempre più probabile.

Il povero Marini, uno degli ultimi conati della Prima Repubblica, si è infatti fermato a 522 preferenze, mentre Stefano Rodotà, candidato del MoVimento 5 Stelle – dopo averlo definito in campagna elettorale un “movimento pericoloso” – ha ottenuto 241 voti e le schede bianche sono state 122.

Rodotà, mediocre rappresentante di un milieu declinante ed espressione di una visione ampiamente minoritaria nel Paese è stato votato anche da Vendola, oltre che da molti “ribelli” del Pd.

In sostanza è un bordello, aveva ragione Battiato, il parlamento è pieno di troie. Chiunque venga eletto al Quirinale sarà solo l’espressione terminale di un regime morente. Grillo compreso, che partì per fare la rivoluzione, e arrivò a Rodotà.




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