Obama sconfitto: affossata dal Senato legge su confisca armi

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Il Senato ha assestato mercoledì un colpo devastante all’agenda del presidente Obama sul controllo del possesso delle armi, sconfiggendo una proposta bipartisan che espandeva controlli, fino a renderli, secondo gli oppositori, lesivi delle libertà costituzionali.

La legge non è passata con un voto di 54-46 – ne servono 60 secondo le regole del senato federale – con cinque democratici che hanno votato contro e quattro repubblicani che hanno votato a favore.

L’emendamento sembrava avere slancio politico fino alla scorsa settimana.
Ma ciò che sembrava essere una probabile vittoria per il presidente è stata invece una clamorosa sconfitta, con alcuni senatori Democratici timorosi per la loro rielezione del prossimo anno e che, per questo, hanno aderito all’opposizione repubblicana.

La NRA (associazione dei possessori di armi) ha rilasciato una dichiarazione subito dopo il voto dicendo che la misura avrebbe “criminalizzato certi trasferimenti privati ​​di armi da fuoco tra cittadini onesti.”
“Come abbiamo notato in precedenza, ampliare controlli di fondo, nei gun show o altrove, non riduce il crimine violento o tiene i nostri figli al sicuro nelle loro scuole,” Chris Cox denna National Rifle Association ha detto in una dichiarazione.

Ora i leader democratici dovranno rivedere il disegno di legge sul controllo delle armi in una forma ridotta.

Il controllo delle armi e la completa liberalizzazione dell’immigrazione con maxi sanatoria inclusa sono le più grandi priorità del presidente. E le due cose sono connesse: come in Italia, si abbandonano i cittadini alla furia dei nuovi arrivati. Se disarmati è meglio, sono vittime più docili.




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