Regione Liguria: «assumi immigrati in Comune!», Vice Sindaco leghista si oppone

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Pompeiana, piccolo paese agricolo dedito alla floricoltura in provincia di Imperia.
Il vice Sindaco del piccolo Comune si chiama Alfredo Vetere ,Lega Nord. Ed è un politico che ama la sua gente.
Non molto tempo fa ha dichiarato di essere contrario all’assunzione da parte del Comune di immigrati: “in casa nostra, cioè in Italia, vogliamo sapere chi riceviamo“. Il sessantatreenne non è un politico di professione, nella vita di tutti i giorni fa il rappresentante di commercio, è sposato ed è nonno.
Ognuno deve essere padrone a casa propria e prima di aiutare gli stranieri è meglio aiutare i nostri“. Questa la stella polare che l’ha indotto a resistere alle imposizioni razziste della Regione Liguria, rifiutandosi di firmare il piano per l’assunzione di appartenenti a categorie svantaggiate – immigrati – che era stato proposto dalla Regione a vari comuni tra cui Pompeiana.
Non così i Comuni confinanti con Pompeiana e cioè Riva Ligure, Terzorio e Santo Stefano al Mare, anch’essi governati dal centro- destra, che invece lo hanno sottoscritto e che, visto l’esempio di Vetere, non potranno dire “non abbiamo potuto fare altro”. Potevate, e non lo avete fatto.

Subito si è levata la canea anti-italiana nella “figura” del consigliere provinciale del Sel – micropartito vendoliano – di Sanremo, Roberto Ormea che ha attaccato il comportamento di Vetere, non senza cercare di pararsi il sedere dall’accusa di avere abbandonato i lavoratori italiani : “Sia chiaro: noi non intendiamo negare il sacrosanto diritto dei giovani italiani a lavorare, anzi. Desidereremmo, infatti, che in tutta l’Unione europea si abbandonassero politiche sociali, come quelle poste in essere dal governo Monti, univocamente basate sul rigore ma si desse, soprattutto, fiato alla crescita ed allo sviluppo per creare nuovo benessere e lavoro. Purtroppo facciamo per ora fatica a farlo capire all’opinione pubblica che, magari, preferisce le prese di posizione, che noi stigmatizziamo, di chi come Vetere teme che gli stranieri portino via lavoro agli italiani e vaticina una guerra tra poveri”. Nessuno vaticina nulla, è la realtà, e voi immigrazionisti ne siete responsabili.
Importare manodopera low-cost non può condurre ad altro risultato che una concorrenza sleale nei confronti dei lavoratori italiani con conseguente “guerra tra poveri”. Tuttoil resto è bla bla bla.

Poi, lo stesso esponente di Sel, terrorizzato dall’idea che qualcuno apra gli occhi, fa un’inversione a 360°, rispetto all’ideologia immigrazionista del suo micro-partito: “non è vero che la sinistra gioca con il fuoco favorendo a tutti i costi un’immigrazione incontrollata in Italia tutelando i delinquenti di origine straniera come detto dalla propaganda di centro-destra ma anzi desidero rimarcare che l’idea che i carcerati stranieri presenti nelle nostre patrie galere è giusto che scontino la pena al paese d’origine”. Parole di politici che sentono l’onda crescere sotto i loro piedi.

Onore ad Alfredo Vetere, uno che resiste. Con la disoccupazione reale vicina al 15%, le tasse che ci strozza, i soldi dovuti alle imprese che non vengono pagati, questi parrucconi della Regione Liguria trovano soldi per “assumere stranieri”: vergogna.




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