Lego ritira il gioco “anti-islam”, dopo le minacce

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«Ci dipingete come terroristi, se non togliete il gioco dal mercato vi facciamo saltare in aria.» In sostanza è questo il succo della notizia.

Il gioco “razzista”. In questa struttura gli Islamici vedevano una moschea.
Anche se fosse stato così, sarebbe stato legittimo, ma chi vi vede una moschea, è perché ha la “coda di paglia”.

La Lego ha deciso di ritirare dalla produzione il “Palazzo di Jabba”, dopo le assurde proteste della comunità islamica austriaca che riteneva offensivo il prodotto. Faceva parte della serie di Star Wars 2012, ed era stato accusato di razzismo anti-islamico perché la struttura abitata da “Jabba The Hutt” (alieno simile alla lumaca, comparso per la prima volta nell’ “Episodio VI- Il ritorno dello Jedi”) che fumava narghilè e teneva come prigioniera la principessa Leia, era troppo simile ad una moschea.

La polemica era nata a gennaio, dopo che un islamico residente in Austria aveva “scoperto” come, secondo lui, il protagonista del giocattolo, “Jabba the Hutt” vivesse in una moschea. In realtà  una cupola dotata di razzi e mitragliatrici.

L’islamico “austriaco” ha immaginato di vedere nel gioco un riferimento a se stesso,  perché è una sua “proiezione” inconscia.

I critici hanno anche sostenuto come il palazzo avesse una sorprendente somiglianza con la moschea di Istanbul di Hagia Sophia. Le accuse erano pesanti: “Per noi il gioco è una sorta di dinamite pedagogica. Rappresenta i musulmani come terroristi”, si era lamentata la comunità locale.

Sorvoliamo sul fatto che la “moschea di Istambul” è la Chiesa di Santa Sofia e sul fatto che, gli Islamici terroristi lo sono, quindi rappresentarli come tali è descrivere la realtà. Ma ecco dove conduce la società multietnica: all’impossibilità di “creare” . La società multietnica è la società dei “veti” e della censura. Perché ci sarà sempre una scheggia che la compone che si sentirà “offesa” da qualcosa che qualcuno ha concepito. In sostanza: è la morte della creatività.

Per un po’ la Lego ha resistito all’assurda richiesta di togliere il gioco dal mercato, ma ora ha ceduto alle minacce di chi, “offesso” dall’essere dipinto come terrorista, oltretutto nella sua immaginazione, minacciava azioni terroristiche. Ci sarebbe lavoro per Freud.

A partire dal 2014, il prodotto verrà ritirato. La decisione è arrivata dopo un incontro a Monaco di Baviera tra i leader della comunità turca e alcuni dirigenti della Lego. Soddisfatto Birol Killic, il presidente del TCA, che ha spiegato.

A grandi passi verso la morte della libertà.




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