La priorità di Pisapia: fare quaranta moschee a Milano

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“Non poniamo veti all’edificazione di moschee con cupole e minareti”. A parlare è Francesco Cappelli, da due mesi assessore all’Educazione, quindi non avevamo dubbi sul suo essere prono all’islamizzazione della città. Cappelli ha ereditato la delega ai Rapporti con le comunità religiose: stipendio rubato.
“Dobbiamo valutare le quaranta richieste di accreditamento pervenute da parte delle comunità, l’albo sarà operativo a giugno – dice Cappelli – Dopo l’estate affronteremo la questione dei luoghi di culto”.

La data entro cui si conta di rendere regolari i centri di culto islamici abusivi, e di individuare aree per ospitarne di nuovi è il 2015. “Arrivare a una soluzione in tempo per Expo sarebbe auspicabile “, dice il nuovo assessore.
E intanto c’è chi si porta avanti. In via Maderna, la comunità turca Milli Gorus dopo aver richiesto di realizzare opere interne ed esterne di manutenzione su un immobile a destinazione produttiva, lo stava in realtà trasformando in una mega-moschea, il tutto, sotto gli occhi addormentati del Comune. Che solo oggi, dinnanzi ad evidenti abusi edilizi, talmente osceni che nemmeno la giunta pisapiastan poteva fingere di non vedere, ne ha bloccata la costruzione. Ma, si affretta a precisare Capelli “non per motivi religiosi”. Ci mancherebbe.

Gli abusivi della comunità Milli Gorus però non demordono, consci del clima xenofilo che si respira in Comune annunciano che, tramite il loro presidente Ozamn Duran, nei prossimi giorni incontreranno gli uffici comunali, invece di essere messi in galera.

Per Matteo Salvini, segretario lombardo della Lega, “le moschee devono rispettare la legge e da parte dell’amministrazione ci vuole una particolare severità, che nel mondo la religione islamica viene sfruttata come pretesto per azioni violente. Il Comune prima di dialogare con le associazioni islamiche deve capire chi c’è dietro e chi mette i soldi. Speriamo che la partita delle moschee non sia l’ennesimo fallimento della giunta sul tema della sicurezza”. Per Matteo Forte, consigliere comunale del Pdl attivo in Comunione e liberazione, “non c’è problema se le comunità islamiche avranno luoghi di preghiera visibili, ma prima bisogna accertarsi che condannino pratiche come la mutilazione genitale femminile”.

Come sempre una Lega col “braccino corto”. Non in grado di prendere una posizione netta, a causa di un senso d’inferiorità culturale che la rende succube all’ideologia dominante dell’egualitarismo. E non parliamo del Pdl che lega la costruzione delle moschee alla condanna della “mutilazione genitale femminile”. Come se questa – giusta condanna – diminuisse il problema dell’invasione islamica della nostra terra.

Basta ipocrisie: le moschee non devono essere costruite perché sono, nell’ordine: un simbolo di occupazione, fonti di terrorismo e integralismo e scempio del nostro patrimonio culturale e architettonico. Tutto il resto è noia.




5 pensieri su “La priorità di Pisapia: fare quaranta moschee a Milano”

    1. Evoluzione? Caro xenofilo, quando questi barbari porteranno il mondo al medioevo, toccherà pure a te. Ti han troppo lavato il cervello. La xenofilia dovrebbe essere un reato grave!

      1. Forse non te ne sei accorto,ma quello che nel medio evo cè già sei proprio tu….per quanto riguarda il lavaggio del cervello…lascia perdere,perchè tanto per cominciare il cervello bisogna averlo…vero?questo si che è un reato grave!!
        Se esiste un’altra vita ti auguro di nascere nel terzo mondo o ha kabul..te lo meriti|

  1. Spero che un buga buga alibaba puzzolente inturbantato amato dai comunisti faccia del male a te o a un tuo caro…dopo se vieni a piagnere e a darmi ragione ti sputo in faccia. critpo islamico xenofilo, emigra nei paesi arabi se li ami tanto.

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