Cipro: la grande rapina europea

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E’ stato raggiunto un accordo tra l’élite cipriota e quella eurocratica, sul piano di “salvataggio” dell’isola.
Questo accordo ha, nel complesso, un esito nefasto per Cipro e la popolazione cipriota. Il PIL crollerà istantaneamente del 10% sulla scia di questo accordo, con i possibili controlli sui capitali che ostacoleranno il funzionamento dell’economia.
Il cosiddetto “salvataggio” spingerà il debito a livelli insostenibili, mentre il piano di austerity che lo accompagna (insieme con il piano di ristrutturazione delle banche) farà volare la disoccupazione causando forti tensioni sociali.C’è una forte possibilità che Cipro possa diventare un’economia zombie – tenuta artificialmente in vita attraverso il finanziamento della Bce, con poca speranza di crescita economica. Nel frattempo, il paese rimarrà nella moneta unica con tutti i danni che ne conseguono per l’economia cipriota.

Sia chiaro: non c’era la possibilità di un piano che non comportasse sacrifici e un impoverimento della popolazione. La struttura economica prettamente finanziaria (i depositi stranieri erano circa otto volte il Pil cipriota) da paradiso bancario, non era più sostenibile. Ma applicare quella che è una rapina sui depositi – anche se quelli di una certa entità – e nel contempo rimanere imprigionati nell’Euro, è la scelta peggiore. L’agonia, come nel caso della Grecia, continuerà. E continuerà per l’ignavia della classe politica cipriota, timorosa di prendere una decisione storica.

L’accordo vergogna, in sintesi una rapina legalizzata
La Banca Popolare di Cipro, nota anche come Laiki e seconda banca della nazione, sarà smantellata, e il raid sui depositi della banca non assicurati raccoglierà 4 miliardi di euro.
La Banca di Cipro invece, la più grande dell’isola, sopravviverà, ma i depositi non protetti, quelli superiori a 100.000 euro subiranno un prelievo forzoso che arriverà fino al 40%. E non al 10% come millantano i nostri media di disinformazione di massa.

I depositi sopra i 100.000 in entrambe le banche saranno congelati e utilizzati per pagare i debiti di Laiki e ricapitalizzare la Banca di Cipro. Banca di Cipro assumerà anche su di sé, oltre €9 miliardi di passività dovute alla BCE da Laiki.

Tutti i depositi di Laiki sotto €100.000 saranno spostati alla banca di Cipro per creare una “good bank”. Il resto verrà inserito in una “bad bank”. Le due banche rappresentano insieme circa il 50% dei depositi nel sistema bancario cipriota.

La riapertura delle banche intanto, è stata rimandata a data da destinarsi.

Oggi verranno introdotti controlli sui capitali senza precedenti per impedire il crollo del settore finanziario del paese dopo l’operazione di “salvataggio”.

Durante i negoziati d’emergenza a Bruxelles ieri sera, il presidente cipriota Anastasiades ha minacciato di tirare il paese fuori dell’euro. Poi ha ceduto. L’accordo spazzerà via metà del settore finanziario cipriota.

I depositanti russi, con depositi di oltre 20 miliardi di euro, saranno gravemente colpiti dall’esproprio dei conti correnti, descritti la scorsa settimana da Vladimir Putin, come «non professionale e pericoloso».

Come nella migliore tradizione dell’Unione Europea, per l’accordo non sarà necessaria l’approvazione del Parlamento di Cipro. Si è usato l’ennesimo escamotage per aggirare la democrazia: le perdite su grandi depositi saranno raggiunte – formalmente – attraverso la ristrutturazione di Laiki e Banca di Cipro e non con una tassa.

Il Parlamento Cipro ha già votato leggi “generiche” sulle ristrutturazione bancarie e controllo dei capitali, quindi potrà essere aggirato e non sarà necessaria un’ulteriore votazione per attuare il nuovo accordo.

L’imposizione del controllo sui movimenti di denaro per impedire la fuga di capitali. E’ tecnicamente illegale tra paesi dell’Eurozona, per un motivo molto ovvio: una volta che viene impedito il libero flusso dei capitali all’interno di un’unione monetaria, questa cessa di esserlo. Cipro in effetti è come se fosse allo stesso momento “fuori e dentro l’euro”. Fuori, per quanto riguarda il movimento di capitali, e dentro per quanto concerne il “valore della moneta”. In sostanza: ha tutta la negatività di essere fuori dall’euro, senza gli enormi benefici della svalutazione.

La legislazione d’emergenza concordata nel week-end dà a Cipro il potere di limitare tutte le transazioni bancarie, compresi i prelievi di contante e l’uso delle carte di credito, a fianco di “qualsiasi altra misura necessaria per motivi di ordine pubblico e sicurezza”. Una sorta di “colpetto di stato”.




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