Torino: volontari erigono muraglia per proteggersi dai Rom

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Hanno innalzato un’inferriata in grado di tenere lontani gli Zingari del vicino campo nomadi:”Non sapendo come fare per evitare le intrusioni abbiamo optato per un enorme cancello”, dicono i volontari del canile.

Un’inferriata in ferro e del filo spinato oltre a delle reti di protezione per proteggersi dalle violenze degli “ospiti” del vicino campo nomadi finanziato dal Comune di Torino.
Loro sono i volontari della Lega Nazionale per la difesa del cane di via Germagnano. Esasperati degli assalti dei nomadi si sono autotassati per installare una gigantesca rete a difesa dei cani e di loro stessi. Un intervento che negli anni è costato l’enormità di 60mila euro, ma visti i continui danneggiamenti causati dagli Zingari, era l’unica soluzione. E hanno dovuto fare da soli, abbandonati dal sindaco e dall’amministrazione.

“Nessuno ci ha dato una mano – accusa la vicepresidente della struttura Lina Saba -. Non sapendo come fare per evitare le intrusioni abbiamo optato per un enorme cancello”. Il motivo è piuttosto chiaro. Dal 2004 ad oggi furti e atti vandalici hanno “regalato” danni e sgradite sorprese. Una colpa – sostengono i più – da attribuire ai vicini di casa. “Da quando si sono insediati i nomadi i problemi sono aumentati a vista d’occhio – afferma ancora Saba -. Tante persone che lavoravano con noi se ne sono andate terrorizzate. Colpa delle minacce e degli atti vandalici”.

“È davvero incredibile che chi fa volontariato debba pagare di tasca propria cancellate e recinzioni per proteggersi e non farsi derubare – chiosano Ricca e Sciretti, consiglieri leghisti di Torino -. A questo scempio bisogna porre fine e riportare la legalità in un angolo di Torino di cui i nomadi sono diventati gli unici padroni”




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