Cipro a un passo dall’addio all’euro: banche prossime al collasso

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La Banca centrale europea ha deciso di tagliare il supporto vitale di denaro per le banche di Cipro a meno che l’isola approvi, oggi, il programma di riduzione del debito con annesso raid sui depositi bancari imposto dall’Unione Europea.
A meno di un accordo quindi, la Bce si ritirerà dalla “assistenza di liquidità d’emergenza”, e questo condurrà al collasso immediato delle due banche maggiori di Cipro e ad un crollo del sistema finanziario cipriota.
Le banche cipriote sono infatti totalmente dipendenti della BCE per il finanziamento di liquidità in euro, e hanno preso oltre 9,1 miliardi dal programma di liquidità d’emergenza. Accade, quando hai rinunciato a battere moneta, e devi prenderla da un’entità straniera.
A questo punto l’unica soluzione è l’uscita immediata dall’euro e il ritorno alla sovranità monetaria. E secondo fonti qualificate l’uscita dall’euro di Cipro è imminente. Il premier russo Medvedev ha confermato che il governo cipriota avrebbe deciso di rifiutare il “salvataggio” europeo legato al prelievo forzoso dei depositi bancari dei propri cittadini.
Il ministro delle finanze di Cipro, Sarris, è intanto appena tornato da Mosca, dove ha discusso con i Russi un piano alternativo di salvataggio dalle implicazioni geopolitiche dirompenti.
Il voto del parlamento cipriota sul piano di salvataggio è previsto per stasera. Intanto le banche continuano ad essere chiuse a tempo indeterminato.

È anche emerso l’ipotesi, ormai concreta, che Cipro possa lasciare la moneta unica, è stata oggetto di una di incontri, durante la notte scorsa, tra funzionari dell’Unione Europea, nei quali sono stati elaborati i piani per ripristinare il controllo sui capitali per evitare un contagio e quindi il tracollo del sistema finanziario dell’Eurozona. Sarebbe, de facto, la fine di uno dei pilastri dell’Ue: la libera circolazione di capitali. E si sa, le cose nascono “temporanee”, e poi…

Nel frattempo Medvedev, infastidito da minaccia una vera e propria guerra valutaria, dicendo che per la Russia potrebbe essere necessario rivedere la quota di euro che tiene nelle sue riserve della Banca centrale per un totale di circa 175 miliardi in contanti.

“Abbiamo il 41 o 42 per cento delle nostre riserve denominate in euro – che è un sacco di soldi, ma per noi, e per quanto riguarda qualsiasi paese, l’affidabilità è importante, e la questione Cipro non è solo imprevedibile, ma è prova di una mancanza di razionalità,” ha detto.

“Un gran numero di nostre strutture pubbliche lavorano attraverso Cipro. Ora hanno i soldi bloccati per ragioni che non sono chiare, perché l’origine di quel denaro è evidente. Questo denaro è dichiarato ovunque. Questi includono strutture di governo. Ecco perché dobbiamo prendere una ferma posizione sugli eventi intorno a Cipro”.




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