Cipro: i 4 scenari dopo il no all’eurorapina

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Cipro fa retromarcia : Dopo alcune modifiche per salvare la faccia, ma con un prelievo forzoso sui depositi di qualche tipo che rimane al suo posto, un altro voto parlamentare approva l’affare. La posta in gioco è troppo alta.

L’Unione Europea si arrende: nel timore che un’uscita cipriota dall’euro generi un contagio, la Germania e gli altri membri del Nord potrebbero “concedere” a Cipro termini più flessibili. Ma, come faranno i partiti tedeschi che hanno detto che non voteranno l’accordo fino a quando i ciprioti non avranno approvato il prelievo forzoso, a tornare sui propri passi?
Dopo tutto, il governo tedesco è ragionevole dal suo punto di vista: i contribuenti tedeschi non devono sostenere un settore finanziario sovradimensionato dominato da interessi russi spesso relativi a riciclaggio.

Cipro persegue “altri piani” : Anastasiades, il presidente cipriota ha suggerito oggi che il suo governo sta analizzando “altri progetti”. Non è chiaro quali siano, ma come abbiamo a lungo osservato, un salvataggio da parte della Russia, attraverso Gazprom, rimane un’opzione. Altre opzioni includono una tassa sulle transazioni finanziarie o l’intenzione di convertire i depositi in certificati di deposito con scadenze fisse a lungo termine. Ma ci sono numerosi problemi con queste opzioni.

Cipro va giù : Nessun compromesso può essere trovato e Cipro esaurisce il denaro contante in euro. Le due più grandi banche cipriote senza ricapitalizzazione potrebbero vedere la loro assistenza di liquidità (della BCE attraverso la Banca di Cipro) tagliata, con conseguente insolvenza e collasso. A sua volta, questo metterebbe 30 miliardi di euro di depositi assicurati a rischio, dal momento che il governo non sarebbe in grado di garantire tale cifra in euro. A questo punto Cipro sarebbe finalmente costretto ad abbandonare l’euro e iniziare a stampare la propria moneta.

Ogni opzione nasconde un evidente contraccolpo in termini economici, politici e strategici. Ma è solo un’altra puntata nel lungo collasso dell’euro e dell’Unione Europea.




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