Governo: odore di Passera

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Sessanta giorni di campagna elettorale, milioni di Italiani – oltre il 75% al voto è roba che in altre pseudo democrazie occidentali non esiste – il boom dell’antipolitica che prende corpo nel grillismo che diviene primo partito italiano. Ecco, tutto questo non conterà nulla. Siamo punto e a capo. Si tornerà al governo tecnico.

Bocciato Mario Monti, arriva un altro Monti: Corrado Passera.
Giorgio Napolitano ha ricevuto il placet della Merkel e sta cercando consensi per l’accordo Pd-Pdl – si, quelli che in campagna elettorale hanno giurato che “mai e poi mai si sarebbero accordati” – il povero Bersani sta tentando in tutti i modi di farsi resuscitare da Grillo, che però non è Gesù e non ha alcuna intenzione di resuscitare un cadavere politico. A quanto pare, lui e Casaleggio puntano all’obiettivo grosso: la vittoria totale. Per loro un governo Pd-Pdl sarebbe un sogno che si realizza, un Giano bifronte che si autoimmola mettendosi alla gogna.

Berlusconi intanto è stato chiaro con i messaggeri di Napolitano: il governo nasce solo se il primo provvedimento è l’abolizione dell’Imu. Altrimenti elezioni, che è convinto di vincere.




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