Ombra di brogli: “Grillo” sulla scheda, e i Piddini annullano le schede

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ROMA – C’è un nuovo caso di presunti brogli ai seggi del Lazio e riguarda le schede su cui migliaia di elettori hanno segnato il nome di Grillo. Nel voto regionale, in effetti, si può indicare un candidato della lista, ma Beppe Grillo non è tra i candidati e per questo motivo molte schede sono state dichiarate nulle. Il Movimento 5 Stelle, però, non ci stà. E annuncia: «Sulle schede annullate nei seggi del Lazio siamo pronti a fare ricorso».

A complicare la situazione arriva un comunicato de La Destra: «Tutte le preferenze de La Destra Storace in cui vi è scritto Grillo sono riconducibili al nostro candidato nella lista de La Destra Storace nel collegio della Provincia di Latina». Sì perchè il partito di Storace candidava nell’Agro Pontino per la Regione Lazio tale Carmelo Grillo, che nei manifesti elettorali giocava sull’omonimia. La Destra invita perciò «i presidenti di seggio a fare molta attenzione al momento dello scrutinio per non incorrere in errori: come Partito difenderemo questi voti in tutte le sedi opportune a tutela dell’operazione di voto».
VALIDE PER LA LEGGE 108/68 – Secondo i rappresentanti di lista di M5S «migliaia di schede» che i presidenti di seggio stanno annullando nel Lazio perchè «gli elettori nello spazio della preferenza hanno scritto Grillo» dovrebbero invece essere considerate valide. «Ricorreremo in tutte le sedi», spiega Alessandro Canali, avvocato del M5S del Lazio annunciando l’intenzione di contestare gli annullamenti in decine di seggi. «Arrivano centinaia di segnalazioni per migliaia di voti – spiega -. Ci appelliamo alla legge 108 del ’68. Essendo Grillo parte del nome del Movimento, è evidente che la volontà dell’elettore è chiara. Per noi si tratta di un rafforzativo». «Ci appelliamo a tutti i rappresentanti di lista per contestare le schede nulle», conclude Canali.




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