Corea del Nord: “fermate le esercitazioni o sarà la guerra”

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La Corea del Nord ha avvertito il comandante militare degli Stati Uniti di stanza in Corea del Sud che le sue forze “vanno incontro ad una distruzione miserabile” se andrà avanti il programma di war-games con le truppe della Corea del Sud al confine.

Le forze in campo

Pak Rim-su, capo della delegazione della missione militare della Corea del Nord al villaggio di Panmunjom – villaggio sul confine tra Corea del Nord e Corea del Sud, dove venne firmato l’armistizio del 1953 che pose fine alla Guerra di Corea, si trova nella zona demilitarizzata – ha dato il messaggio direttamente al telefono – cosa inconsueta e rara – al generale James Thurman, il comandante delle forze USA in Corea.

Il tutto in una situazione di crescente tensione nella penisola coreana dopo il terzo test nucleare del Nord all’inizio di questo mese. Un messaggio diretto dalla missione Panmunjom del Nord al comandante americano è raro.
Corea del Nord e Corea del Sud sono tecnicamente ancora in guerra dopo il conflitto 1950-53 finito in una tregua, non con un trattato di pace.

Usa e Corea del Sud hanno in programma una simulazione di guerra, Key Resolve , dall’11 marzo al 25, che coinvolge 10.000 soldati della Corea del Sud e 3.500 soldati americani.

Il comando prevede inoltre di tenere esercitazioni militari congiunte terra, mare e aria. Circa 200.000 soldati coreani e 10.000 degli Stati Uniti dovrebbero essere mobilitati.

“Se date il via ad una guerra di aggressione mettendo in scena le spericolate esercitazioni militari congiunte … in questo momento pericoloso, da quel momento il vostro destino sarà appeso a un filo di ora in ora,” ha detto il generale coreano Pak.

“Fareste meglio a tenere a mente che quelli che innescaranno una guerra sono destinati ad una distruzione miserabile.”

La Corea del Nord, che ha intensificato le sue minacce bellicose verso gli Stati Uniti e la Corea del Sud negli ultimi mesi, vede questi war-games come prove per l’invasione.

Da evidenziare come gli Usa mettano bocca in ogni disputa internazionale – come si confà ad una società imperiale – tenendo una forza di migliaia di soldati al confine tra le due Coree – da dove non passa uno spillo -, mentre migliaia di clandestini messicani passano allegramente il confine sud degli Stati Uniti ogni giorno. Evidentemente l’apparato militare industriale e l’immigrazione servono gli stessi interessi.




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