Il “cyber-magnaccia” di Monti si incarta: “non escort, ma accompagnatori per gay”

Condividi!

Riguardo la polemica dei siti che propongono “escort” per omosessuali, secondo De Giorgi, le pagine del sito “sono destinate ad accogliere profili di ragazzi che, nel sito me2.it, intendono dichiarare la loro disponibilità ad effettuare servizi di accompagnamento personale”. “Resta inteso che il sito www.me2.it non ha alcun rapporto contrattuale con i tali profili, diverso da quello che consente di costituire un profilo sul sito – si legge direttamente sul sito nowescort.com – la distinzione tra le due sezioni è meramente finalizzata a rendere edotti i navigatori del sito www.me2.it dei diversi scopi per i quali i profili sono inseriti nella banca dati, dai rispettivi titolari”. E’ il classico trucco che utilizzano tutti i gestori di siti con offerte di sesso a pagamento: loro forniscono la piattaforma, le prostitute inseriscono i loro profili e nulla lega a chi inserisce le offerte al gestore della piattaforma, che però guadagna dalla pubblicità. Così, il tutto non rientra nel reato di “induzione alla prostituzione”. Bravo De Giorgi.

A detta di De Giorgi tre siti sono stati oscurati (me2.it è ancora online) per evitare che vengano utilizzati in campagna elettorale. “Visto che né pornografia né incontri tra persone costituiscono reato – ha commentato – trovo decisamente di cattivo gusto la campagna denigratoria e la sovraesposizione mediatica di cui sono vittima, che rischia di configurarsi come una vera e propria campagna sessuofobica”. Si attende un’inchiesta delle procure per induzione alla prostituzione, e si attende una presa di posizione del sig. Monti e del chierichetto Casini in lista con il pornografo e gestore di siti con offerte di sesso a pagamento. Nonché di uno nel quale vennero pubblicate foto oscene di bambini. Ma anche in quel caso: lui non sapeva. Lui non era responsabile di quello che “altri pubblicavano”.




Lascia un commento