Campi nomadi: furto di rame, rischiato il disastro aereo a Roma

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Nessuno ne parla, ma si è rischiato il disastro aereo a Roma un mese fa. Ne veniamo a conoscenza perché una nostra fonte ci ha inviata copia di una raccomandata – cliccate in basso per leggerla – che è parte di uno scambio epistolare tra Enac e i responsabili dell’Ippodromo di Roma Capannelle, nella quale i primi chiedono conto e i secondi segnalano che causa dello spegnimento del “sentiero di avvicinamento aereo” all’aereoporto di Ciampino è la manomissione dello stesso – furto di rame – da parte dei Rom “ospitati” al tristemente noto campo nomadi de “La Barbuta”.

Solo la tempestiva perlustrazione del personale dell’Aereonautica Militare ha evitato possibili incidenti agli aerei in fase di atterraggio. Dopo aver infatti riscontrato lo spegnimento delle lampade del sentiero di avvicinamento, l’A.M. ha immediatamente diffuso notizia dell’anomalia ai naviganti.
Fortunatamente il meteo era ottimale, ma in condizioni atmosferiche critiche, lo spegnimento della lampade poteva anche portare un aereo passeggeri privo del riferimento visivo, a schiantarsi sull’Appia o sul Gra. Con gli esiti che tutti possono facilmente immaginare.

Quindi nessun incidente sfiorato, ma solo grazie alla preventiva segnalazione dell’A.M. e alle favorevoli condizioni meteo.

La lettera all’Enac




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