Nuova folle sentenza della (s)Cassazione: date i bambini ai gay

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A stabilirlo è stata la Cassazione – che ancora una volta cerca di sostituirsi in modo illegittimo al legislatore – in una sentenza con cui è stato confermato l’affidamento esclusivo di un bimbo alla madre tossicodipendente e lesbica che convive con un’altra donna.

Questa sentenza metterà in crisi i cultori delle minoranze, dato che la prima sezione civile della Suprema Corte per accontentari i gay ha rigettato il ricorso presentato da musulmano, contro la sentenza con cui la Corte d’appello di Brescia aveva stabilito l’affidamento esclusivo del figlio minore alla madre, ex tossicodipendente che è andata a convivere con una delle educatrici conosciuta in una comunità di recupero.
Del resto che chi dà vita a coppie miste non sia mentalmente equilibrato lo sapevamo, questa è solo un’altra conferma.

Secondo il ricorrente, i giudici non avevano approfondito se tale tipo di famiglia potesse “garantire l’equilibrato sviluppo del bambino”, proprio in relazione “ai diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio di cui all’articolo 29 della Costituzione. Ma come sappiamo, nel meraviglioso mondo della Cassazione, dove lo stupro non esiste se la vittima ha i jeans, ci si basa su ben altri testi che la costituzione.

Con la sentenza depositata oggi, la Cassazione ha bocciato il ricorso sottolineando che “alla base della doglianza del ricorrente non sono poste certezze scientifiche o dati di esperienza”, ma solo “il mero pregiudizio che sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale”. In tal modo, osservano i giudici di Palazzaccio in modo bizzarro, “si dà per scontato ciò che invece è da dimostrare, ossia la dannosità di quel contesto familiare per il bambino”.
Insomma, i diritti dei gay sono più importanti di quelli del bambino, e non sta a loro dimostrare la “non-dannosità” del contesto familiare omosessuale, ma al povero bambino dimostrare che è dannoso. Siamo al rovesciamento delle parti e della realtà.




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