La Francia invade il Mali: psicopatici al governo

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In principio fu l’aggressione armata alla Libia di Gheddafi, con conseguente fuga dei mercenari gheddafiani di etnia tuareg che dalla Libia tornarono nel natìo nord del Mali – etnicamente berbero – e ne dichiararono l’indipendenza dal sud nero.
Poi Al-Qaida si infiltrò nella lotto berbera dirottandola – in alcune zone del nord liberato – verso l’estremismo islamico.

E oggi la Francia, causa principale della reazione a catena che ha portato alla situazione odierna, ha dato il via all’ intervento armato in Mali. Ufficialmente per contrastare i ribelli islamici, quelli che però hanno appoggiato in Libia, e quelli che appoggiano in Siria. I governi mondiali sono guidati da psicopatici, non si potrebbe definire in modo diverso chi si allea con gli estremisti islamici in Siria, e li combatte in Mali.
Quella avviata da François Hollande è una missione che al momento non ha una data di fine e che continuerà – nelle parole del presidente francese – fino a che sarà necessario.

Accanto alla Francia, sul campo saranno impegnate le forze di Niger e Senegal. Ma soldati dovrebbero arrivare anche dalla Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (Cedeao). L’obiettivo è quello di interferire con l’avanzata delle forze islamiste, che avanzando dal Nord cercano di conquistare le città al centro del paese dell’Africa Occidentale.

Con questa scellerata scelta, Hollande si candida prepotentemente al nobel per la pace del 2014.

Mappa etnica del Mali

Ah, dimenticavamo, l’intervento è per difendere i diritti umani.




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