Benedetto XVI: “no all’entropia sessuale e alla negazione della differenze uomo-donna”

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Il tono è solenne e tragico, «l’uomo contesta la propria natura, ormai è solo spirito e volontà», tanto che nel mondo contemporaneo «non è più valido ciò che si legge nel racconto della creazione: maschio e femmina Egli li creò», si compie la stessa «manipolazione della natura che oggi deploriamo per quanto riguarda l’ambiente». E’ il disperato grido di dolore di Benedetto XVI nel tradizionale incontro di fine anno prima di Natale.
«Non si tratta soltanto di una determinata forma sociale, ma della questione dell’uomo in sé, di un attentato all’autentica forma della famiglia — costituita da padre, madre e figlio — al quale oggi ci troviamo esposti».

La parola «lotta», «per la famiglia», «per l’uomo», l’«etica», «per il giusto modo di essere persona umana» è pronunciate continuamente nel discorso del Papa che si conclude con un appello all’impegno politico: «Nel dialogo con lo Stato e con la società, la Chiesa certamente non ha soluzioni pronte per le singole questioni. Insieme con le altre forze sociali, essa lotterà per le risposte che maggiormente corrispondano alla giusta misura dell’essere umano. Ciò che essa ha individuato come valori fondamentali, costitutivi e non negoziabili dell’esistenza umana, lo deve difendere con la massima chiarezza. Deve fare tutto il possibile per creare una convinzione che poi possa tradursi in azione politica».

Per questo Benedetto XVI si schiera ferocemente contro l’entropia sociale delle nozze gay o di adozioni a coppie omosessuali. Risale al fondamento, «chi difende Dio, difende l’uomo».
E fa suo «il trattato accuratamente documentato e profondamente toccante» scritto dal «Gran Rabbino di Francia, Gilles Bernheim»: e cioè il memorandum di 25 pagine che il rabbino ha inviato al premier francese Jean-Marc Ayrault nel quale si schiera contro il progetto di legge “marriage pour tous” che legalizza i matrimoni omosessuali e l’«omogenitorialità». Il testo di Bernheim «giunge a una dimensione ancora più profonda» in tema di «attacco» alla famiglia, dice il pontefice: «Egli cita l’affermazione, diventata famosa, della femminista radicale Simone de Beauvoir: “Donna non si nasce, lo si diventa”. In queste parole è dato il fondamento di ciò che oggi, sotto il lemma “gender”, viene presentato come nuova filosofia della sessualità. Il sesso, secondo tale filosofia, non è più un dato originario della natura che l’uomo deve accettare e riempire personalmente di senso, bensì un ruolo sociale del quale si decide autonomamente».

Per il Santo Padre «è evidente» la «profonda erroneità» della teoria di genere e «della rivoluzione antropologica in essa soggiacente». Ideologia con la quale l’essere umano arriva a «negare la propria natura», la «dualità essenziale» di maschio e femmina, esiste solo un «uomo astratto» che «sceglie autonomamente qualcosa come sua natura». Ed è questo il punto, avverte il Papa: «Se non esiste la dualità di maschio e femmina come dato della creazione, allora non esiste neppure più la famiglia come realtà prestabilita dalla creazione».
«In tal caso, anche la prole ha perso il luogo che finora le spettava e la particolare dignità che le è propria». Benedetto XVI cita ancora il gran rabbino di Francia: «Bernheim mostra come essa, da soggetto giuridico a sé stante, diventi ora necessariamente un oggetto, a cui si ha diritto e che, come oggetto di un diritto, ci si può procurare».

Ci si chiede dopo questo solenne discorso del Papa come i cattolici possano votare Vendola e chiunque, da Bersani ai “cattolici adulti”, porti avanti l’ideologia dei matrimoni gay.

Parole d’astio arrivano dalla comunità omosessuale italiana , «in Vaticano sono alcuni anni che per contrastare la conquista dei diritti civili per gli omosessuali si utilizza ogni tanto la questione della teoria del gender», dice Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia. E l’onorevole del Pd, Franco Grillini, presidente di Gaynet si arrampiaca: «Sospettiamo che l’obiettivo vero di Ratzinger sia la divisione in ruoli prefissati tra uomo e donna, dove al maschio spetta quel potere che la gerontocrazia maschilista vaticana esprime così bene». Non riesce molto bene ai gay la difesa delle donne e della donna. Loro, donne mancate.




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