Per Malika Ayane, Attentati islamici colpa del razzismo

QN intervista l’intellettuale marocchina Malika Ayane. Anche lei, come Kyenge e altre ‘nuove italiane’, si sente in dovere di dare lezioni agli italiani. Quelli veri.

I migranti vanno accolti? O respinti?

«Siccome siamo un paese fortemente cattolico, non possiamo pensare di ributtarli in mare. Con Oxfam ho visitato le province più interne del Marocco, dove è una fortuna trovare un forno per cuocere il pane, così come ho visto i campi dei palestinesi in Libano che vivono lì dal 1946. Non ci si può meravigliare che la gente cerchi di scappare qui da noi, bisogna risolvere il problema all’origine. In un altro ambito, sa quanti italiani ci sono a Berlino? E sa quanti lavorano pochi mesi per poi chiedere il sussidio di disoccupazione? Non è così diverso. In Siria c’è la guerra. E se la guerra ci fosse a Milano, i milanesi cosa farebbero? Ma anche accoglierli e poi lasciarli lì a far niente non va bene: li alieni».

C’è un altro aspetto legato all’immigrazione: il terrorismo. Cosa ne pensa?

«Gli autori degli attentati più recenti sono tutti nati qui, ma non sono riusciti a trovare una strada. Io sono più preoccupata dall’ondata razzista che dall’ondata terroristica. Per ogni attentato corrisponde un’aggressione a una persona che magari non c’entra niente. Chi non è razzista? Quando vado a Berlino a comprare le sigarette, il mio tabaccaio turco mi tratta malissimo, perché il mio tedesco è ancora disastroso».

Poverini, non hanno trovato una strada, per questo fanno stragi. Colpa del razzismo. Ma visto che non trovano una strada, è ora di indicare ai musulmani residenti in Italia la strada verso casa loro.

Lei è impegnata con l’organizzazione Oxfam, la cui filosofia è: ‘Aiutiamoli a casa loro’.

«Sì, io dico sempre che è una Ong che fa bene ai razzisti (ride). Non sono una politica, ma in tema di immigrazione penso questo: se io sono libera di decidere di andare a vivere a Berlino o a New York, perché un ghanese non può decidere di andare a Vercelli? Non capisco perché c’è gente che vuol mandare il figlio a studiare a Los Angeles, ma poi non vuole che un sudanese venga qui».

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Non fa una piega. Se mandi tuo figlio a studiare a Los Angeles, pagando e dopo avere ottenuto il visto – milioni di italiani lo fanno, non lo sapete? – allora è giusto che migliaia di africani studino a spese degli italiani a Milano. Consequenziale.

Come consequenziale è accogliere centinaia di migliaia di africani perché c’è la guerra in Siria e ci sono italiani che lavorano a Berlino. Come non essere d’accordo?

Del resto siamo cattolici, quindi destinati a farci prendere per il culo dai musulmani. A mantenerli e aprire casa al primo venuto. Se questo significasse essere cattolici, allora meglio tornare a Zeus. Ma il cattolicesimo è Marco d’Aviano, non Bergoglio. L’eretico.



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