Nipote Prodi ospita in canonica giovani profughi africani, fedeli lo cacciano

Questi eretici hanno trovato il paradiso in terra: compagnia fornita e pagata dai contribuenti

Don Matteo Prodi, nipote, lascia la parrocchia di Ponte Ronca. Lo ha fatto ieri mattina con un annuncio a sorpresa al termine della messa.

Oggi, secondo quanto ha chiarito, porterà ad un altro fanatico dei giovani maschi africani in fuga dalla guerra in Siria, il vescovo Zuppi, la lettera di rinuncia e dimissioni.

Dal contenuto della lettera di congedo che ha letto ai suoi parrocchiani, e poi pubblicato su Facebook, emergono però chiari i contorni di una situazione che è precipitata nell’ultimo anno, fino alla decisione repentina. «Non mi voglio soffermare sulle cause di questo avvicendamento alla guida della parrocchia; il vescovo mi disse già molti mesi fa che 10 anni erano abbastanza; la necessità di creare unità pastorali ha dato pure il suo contributo; ma le grandissime difficoltà che ho sperimentato, soprattutto l’ultimo anno, hanno, sicuramente, accelerato il processo».

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«Non a tutti è piaciuta o piace la mia vita; a nessuno, però, era lecito portare in pubbliche piazze valutazioni negative su di me, che hanno fatto male a me ma soprattutto alla comunità. Non sono una persona che coltiva rancori o cerca vendette; mi chiedo solo perché e a che cosa è servito. Gesù schiaffeggiato nel processo chiede: perché?».

Beh, Gesù non amava circondarsi di giovani maschi africani, ospitandoli nella sua canonica a spese dei contribuenti e convivendo allegramente con loro.



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