Mandano i profughi nelle case dei terremotati, ecco cosa fa il Sindaco

La ricostruzione è ancora ferma al 50% ed oltre 200 cittadini locali sono lontani dalle loro case, ma l’intransigenza del governo ha imposto anche a Finale Emilia l’arrivo dei richiedenti asilo africani in fuga dalla guerra in Siria.

L’ordinanza firmata dal sindaco Sandro Palazzi, Lega, punta a rendere difficile questo osceno business: “l’insediamento incontrollato assume rilevanza sotto il profilo della sicurezza, del decoro urbano e della sanità, dell’igiene pubblica nonché dell’assistenza sociale, autorizzando il sindaco ad adottare misure volte ad acquisire le informazioni necessarie ad organizzare le misure per impedire che i fenomeni minino la pacifica convivenza e la coesione sociale”.

E allora, per conoscere – e disincentivare – i futuri arrivi dei fancazzisti, Finale adotta una strategia restrittiva. Non si può andare contro la legge anche se fatta da un governo illegittimo, ma allo stesso tempo si può fare ostruzionismo ai proprietari che volessero affittare. Sarà infatti necessario comunicare nei 15 giorni precedenti la sottoscrizione di accordi; produrre, entro 5 giorni dalla sottoscrizione, il contratto stipulato con la Prefettura o con altro Organo dello Stato a ciò deputato allegando copia della conformità degli impianti dell’immobile, rilasciati da un professionista abilitato; comunicare, con una relazione quindicinale da parte della coop di accoglienza, l’organizzazione interna della struttura attraverso la dichiarazione di quanti siano i soggetti ospitati, la loro provenienza e di ogni altra informazione riguardante le condizioni igienico-sanitarie.

Quindi affittare significa avere tutta la documentazione tecnica in regola e se per una casa semi-nuova potrebbe non essere un problema per quelle più vetuste bisognerà pagare un professionista. Senza poi scordare cosa significhi una relazione quindicinale… Chi non si atterrà verrà denunciato e multato.

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«Il Comune è contro questo tipo di accoglienza, ma rispetteremo la Legge – dice Palazzi – seppur non intendiamo subire passivamente ciò che ci viene imposto, soprattutto in un momento così delicato come la ricostruzione. Intendiamo quindi sapere chi arriverà a Finale e l’ordinanza va in questa direzione. Si tratta di un documento già prodotto altrove come a Bondeno o in Liguria. Nessuno di noi – al contrario di quanto detto dalla Prefettura – era a conoscenza dell’arrivo a Massa. In compenso lo sapevano altri sindaci. Trovo scorretto che il presidente dell’Unione (Luca Prandini, ndr) e il delegato ai Servizi sociali (Alberto Silvestri) non abbiano chiamato, sarebbe stato un atto dovuto e anche di cortesia istituzionale».

« E non si dica che Finale non viene avvisato perché non partecipa ai tavoli istituzionali – spiega il sindaco, quasi in contemporanea alle accuse dei 5 Stelle – Non è che se non si va ai tavoli i richiedenti asilo non arrivano: la nostra è una scelta coerente rispetto
ad un sistema di accoglienza che non condividiamo. Come del resto mi appare ipocrita accedere al modello Sprar, con il Comune che gestirebbe in autonomia gli arrivi: da un lato sosteniamo la protesta dei cittadini e dall’altro incassiamo denaro? No, non fa per noi».



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