Il vero terrorismo islamico è demografico, pance non bombe

L’ultimo attentato islamico ha fatto “solo” 29 feriti, così, scrive Magdi Cristiano Allam su Il Giornale, “ha determinato la scelta dei politici di mantenere un basso profilo e della stampa di non riservargli il titolo di apertura, che sarebbe stato certo qualora ci fossero stati dei morti”. Per Allam, tutto ciò “significa che ormai il terrorismo islamico viene equiparato alla criminalità comune” e l’importanza dei fatti “è subordinata all’ammontare delle vittime e all’entità dei danni”.

Secondo Allam, “la verità è che non si tratta di una scelta consapevole, ma di un atto che quest’Europa sta subendo perché, di fatto, più che delle bombe, ha paura della reazione dei musulmani e, ancor di più, di guardare in faccia la realtà dell’islam”. E ancora, nell’articolo si insiste sulla “fretta ossessiva con cui si assolve incondizionatamente l’islam” e in parallelo “si esibisce il teatrino dell’islam moderato”. Dunque, Allam torna all’attentato di Londra e spiega: “Il terrorismo islamico ritiene di poterci sconfiggere nel momento in cui la paura sarà a tal punto radicata in ciascuno di noi che finiremo per subire senza reagire, per sottometterci all’islam senza combattere. Ebbene, se ad ogni attentato noi legittimiamo sempre di più l’islam e consolidiamo il potere di imam, moschee, finanza e rappresentanti islamici in seno alle nostre istituzioni, il terrorismo islamico emerge come la causa principale del loro successo”.

Dunque, la conclusione: “Dobbiamo prendere atto che il terrorismo islamico è funzionale alla crescita dell’islamizzazione dell’Europa per via democratica. Di questo passo l’Europa che annuncerà di aver sconfitto il terrorismo islamico sarà un’Europa islamizzata”.

Ha ragione. Il vero pericolo islamico è di natura demografica. I ventri delle loro donne e i barconi sono la vora bomba, non il terrorismo, che può essere tragico, devastante, ma che non ha l’impatto a lungo termine che ha, invece, l’invasione demografica in atto.

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Pensare che il problema islamico si risolva combattendo il terrorismo, è come pensare di sconfiggere un cancro curandone solo i sintomi. Il cancro si asporta. La soluzione al problema islamico è quella portata avanti dal premio Nobel Aung San Suu Kyi: espulsione di massa di centinaia di migliaia di individui. Altrimenti siamo fottuti. Ed è bizzarro che ce lo debba dire “uno di loro”.



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