“Io Carabiniere anti-Islam licenziato per Islamofobia”



Il governo applica la Sharia ai Carabinieri

Durante luglio del 2015, gli era stato notificato l’avvio di un procedimento disciplinare per “islamofobia, xenofobia, omofobia, violazioni dei doveri attinenti al grado ed al giuramento prestato e per aver inficiato l’apoliticità della Forza Armata”.

Pubblica libro contro invasione islamica, Carabiniere punito!

Sentito da Il Giornale.it, il maresciallo ha dichiarato in merito alla sua vicenda: “Sono stato congedato per aver espresso “idee di destra”, libero dal servizio e nella normale dialettica democratica, riguardanti l’incostituzionalità dell’islam, la mia contrarietà ai matrimonio omosessuali, all’adozione di bambini da parte di persone dello stesso sesso, alla pratica dell’utero in affitto, all’attuale legge sull’aborto e per aver espresso perplessità sull’operato politico di Boldrini, Alfano, Renzi e Napolitano. “In due anni -aggiunge Prisciano- sono stato umiliato in ogni modo: sanzioni disciplinari, denunce (poi ovviamente archiviate), visite psicologiche, trasferimenti ad 800km dalla mia famiglia, note caratteristiche umilianti e financo il congedo per “non meritevolezza”. Secondo quanto documentato dal maresciallo, prima del congedo ci sarebbero stati tre procedimenti disciplinari: 7 giorni di consegna con rigore e il trasferimento d’autorità in Sardegna, un provvedimento derivante dalla pubblicazione del suo libro “Nazislamismo”, infine una denuncia da parte dei suoi superiori presso la Procura Militare di Roma per “insubordinazione con ingiuria” e “diffamazione militare aggravata”. Queste ultime accuse sarebbero state archiviate.

Il maresciallo sostiene di aver subito questi provvedimenti a causa delle sue prese di posizione. L’inizio della vicenda, infatti, risale a quando Prisciano, in qualità di scrittore, partecipò ad un convegno sulla “incostituzionalità dell’islam”. Da allora Prisciano non avrebbe più trovato pace. Ma il maresciallo solleva anche un’altra questione: “Prendiamo, ad esempio, il caso dell’appuntato Vincenzo Romeo del Co.Ce.R. Carabinieri, in palese contrasto con la normativa militare, in qualità di Carabiniere incitava tutti i Carabinieri d’Italia a votare “Sì” al Referendum del 4 dicembre scorso”, sottolinea il carabiniere scrittore, che aggiunge: “Non gli è stato torto un capello ed, anzi, l’Arma lo ha protetto nonostante varie interrogazioni parlamentari che ne chiedevano la punizione disciplinare”. La vicenda di Vincenzo Romeo, in effetti, è stata al centro di una polemica. Quello che Prisciano contesta, insomma, è anche un trattamento difforme rispetto a chi, all’interno dell’arma dei carabinieri, avrebbe posizioni “renziane”.

VERIFICA LA NOTIZIA

E il 12 ottobre 2017 il Tar del Lazio dovrebbe esprimersi sul congedo. Il Consiglio di Stato, secondo un documento inviatoci da Prisciano, aveva ribaltato le sospensive precedentemente concesse dal Tar. Il maresciallo dichiara di essere in congedo da dieci mesi, di non percepire stipendio e di avere una figlia di 6 anni e un altro figlio in arrivo. La causa della situazione? Probabilmente quella di aver assunto posizioni oltranziste su alcune tematiche. Siamo dinanzi ad un caso di sanzioni politicamente indirizzate? Al Tar, adesso, spetta nuovamente l’espressione giudiziaria sulla storia del maresciallo Prisciano.

Denunciare l’islam è il dovere di ogni patriota. Dovrebbe anche essere il dovere di ogni militare. Non solo perché sono i primi ad essere accoltellati per strada dai migranti musulmani, ma soprattutto perché avendo giurato di difendere la costituzione della Repubblica, non possono che opporsi ad una religione-ideologia che ne viola i dettami fondamentali alla radice.

Anzi, dovrebbe essere proibito l’ingresso nelle Forze Armate di musulmani, che sono e sarebbero una quinta colonna pronta a colpire. Come i Barbari, peggio dei Barbari. Individui la cui religione sarebbe in totale contrasto con l’essere un militare italiano. Anzi: in contrasto con l’essere italiano tout court.

C’è poi quel trascurabile dovere di ogni patriota: difendere la propria terra dalle invasioni. E quella islamica, anche se la chiamano immigrazione, è una invasione.



Lascia un commento