Germania: “Sarà guerra etnica nelle strade”



Tra meno di due settimane la Germania andrà al voto per le elezioni federali. Il masochismo tedesco pare ancora maggioritario, ma dà segni di ‘declino’. Il partito di Angela Merkel dovrebbe confermarsi primo, davanti ai socialdemocratici del kapò Schultz con i quali finiranno per dovere governare ancora, nell’ennesima riproposizione della Grosse Koalition.

Questo ‘grazie’ all’ingresso al Bundestag della destra anti-immigrazione e anti-Ue di Afd, che gli ultimi sondaggi danno all’11%, ben al di sopra del 5% della soglia di sbarramento.

Il giornale tedesco Welt ha rivelato uno scambio di e-mail risalente al 2013 nel quale la leader di Afd Alice Weidel definisce la Merkel “una criminale” e dipinge al suo interlocutore, un conoscente indicato semplicemente con “J”, uno scenario apocalittico conseguente alle politiche sull’immigrazione dei governi europei e tedesco in particolare, “che altro non è che la marionetta delle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale”.

Racconta la Wiedel che “la ragione per cui siamo invasi da popoli kulturfremd, (ovvero “estranei alla cultura”) come gli arabi, i sinti e i rom, è colpa dei nemici della costituzione che ci governano e che puntano alla sistematica distruzione della società borghese”, ovvero ipotizzando uno scontro tra minoranze etniche incoraggiato e finalizzato proprio alla destabilizzazione delle basi della nostra civiltà. Il che è l’esito inevitabile di tutte le società multietniche.

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Ma più che alla destabilizzazione, è probabile che chi comanda voglia il caos per giustificare una svolta autoritaria che leda i diritti individuali. Già abbiamo le avvisaglie: i ‘muri’ messi lungo le strade sono già una lesione della nostra libertà, il segno di una società che si va militarizzando. La proposta dei patrioti è opposta: militarizzare i confini per mantenere libera la società al suo interno.



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