Al voto la legge bavaglio del compagno Fiano



CHIUNQUE VOGLIA COMPRIMERE LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE DEI CITTADINI MERITA DISPREZZO: LA DIFFUSIONE DI IDEE NON DEVE AVERE LIMITI IN DEMOCRAZIA

Domani, o al massimo mercoledì, la Camera dovrebbe approvare la legge Fiano, il demenziale e incostituzionale provvedimento che inserisce nel codice penale l’articolo 293 bis e pene da sei mesi a due anni per chi faccia propaganda con immagini fasciste o naziste. Pene che aumentano di un terzo se il reato è commesso usando Internet e strumenti telematici. In sostanza: una legge bavaglio. Perché la libertà di espressione non può avere limiti e non può essere vigilata. Si puniscono le azioni, non le idee che non si condividono.

Emanuele Fiano e il relatore, l’altro democratico (ossimoro) Walter Verini, hanno spiegato che con la nuova norma sarebbero puniti i saluti romani ma non il pugno chiuso comunista. Se Giulio Cesare sapesse.

Per il Movimento Cinque stelle è una “legge liberticida”. Contrari FdI. Forza Italia, in un delirio censorio, chiede invece di allargare la norma anche al comunismo. La Lega ha detto no attraverso Matteo Salvini: “Un conto sono le minacce, gli insulti o l’istigazione al terrorismo, altra cosa sono le idee, belle o brutte, che si possono confutare ma non arrestare”.

Fiano è un personaggio che fa dello squallore politico il proprio marchio, basta guardarlo nei suoi deliri contro la libertà di espressione. Siamo in presenza di un pericoloso fanatico che avrebbe fatto carriera nella Stasi o nella Gestapo. Ce lo immaginiamo perquisire case di ignari dissidenti a caccia di libri proibiti.

Perché non è il tipo di idea a definire il totalitarismo di chi vuole proibirne la diffusione, ma la stessa proibizione.

La legge Fiano punirebbe anche la pubblicazione su Internet di questo manifesto:

Dopo la sua approvazione, chi lo pubblicasse rischierebbe più galera di chi ha stuprato.

Lo stesso Fiano e altri 45 psico-deputati hanno già chiesto lo scioglimento di Forza Nuova in base alle leggi incostituzionali Scelba e Mancino.

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Per inciso: la Camera si basa su una maggioranza totalmente illegale. Ci sono decine di deputati, tra i quali lo stesso Fiano, che non dovrebbero essere lì perché ‘eletti’ solo grazie al premio di maggioranza incostituzionale scattato per poche centinaia di voti (brogli).

Comunque sia, la legge dovrà poi andare al Senato. E lì morirà. Come giusto che sia.



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