Stupri Rimini, Prefetto difende profughi: “Reazioni eccessive”



E poi, a qualche giorno dal brutale stupro di gruppo di Rimini, graziosamente allontanato dal palcoscenico mediatico da quello molto presunto di Firenze, interviene il prefetto di Rimini, anche conosciuto come agente viaggi dei sedicenti profughi.

Duro intervento del prefetto di Pesaro Urbino Luigi Pizzi in seguito alle polemiche seguite agli stupri di Rimini (tutti e quattro i giovani arrestati vivevano in provincia) che hanno determinato “un clima di tensione e di allarme che per la verità sta raggiungendo livelli ingiustificatamente parossistici“.

Pizzi ribadisce innanzitutto che il sistema di accoglienza dei migranti, di cui ha usufruito anche Guerlin Butungu, individuato come il capobranco, è considerato “uno dei migliori attuati sul territorio nazionale sia sotto il profilo dell’assistenza che della tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”.

“Appare poi superfluo sottolineare – seguita – come, sino al verificarsi dei gravissimi episodi criminosi” di Rimini, in provincia “non si è registrato alcun evento significativamente rilevante con conseguenze negative per la sicurezza dei cittadini”. E allora, “non può certo essere un episodio, sia pur di particolare gravità ed esecrabilità, a inficiare un’attività pluriennale coordinata in maniera assidua ed efficace dalla Prefettura. Non si comprendono, pertanto, le critiche e le affermazioni denigratorie rivolte da taluno in questi giorni all’istituzione prefettizia, se non attribuendole a mere finalità politico-elettorali, che non possono in alcun modo scalfire il prestigio delle Istituzioni e delle forze di polizia di questa provincia, ingenerando, tra l’altro, un pericolosissimo clima di intolleranza e offuscando l’immagine di Pesaro” che “era e rimane una città tranquilla”. Il Prefetto ha comunque convocato per il 12 settembre una riunione del Comitato provinciale per la sicurezza pubblica

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Uno dei profughi ospitati dal tuo sistema di accoglienza guida un branco di migranti minorenni in un’ordalia sessuale ai datti di una ragazza e di un giovane trans, e tu, prefetto, invece di osservare un religioso silenzio, definisci il tuo sistema ‘uno dei migliori’. Chissà cosa accade altrove, allora.

E non è vero che “fino allo stupro andava tutto bene”:

EMERGENZA STUPRI A RIMINI: PROFUGHI SCATENATI

Ma forse il prefetto era impegnato nella ricerca di hotel per i suoi ospiti a nome del suo capo:

Rimini, 53 milioni di euro per vacanze profughi in hotel

Ed è solo dopo lo stupro che si è scoperto essere infetto il profugo capobranco. A dimostrazione che non esistono controlli e che probabilmente quasi tutti se non tutti i sedicenti profughi sono infetti (legge probabilità). E senza controlli, il prefetto li piazza a lavorare al posto di Italiani e a spese di Italiani nei ristoranti della zona:

Butungu, il capobranco infetto lavorava in questo ristorante con altri profughi

Con tutto quel che ne consegue quanto ad allarme sanitario.

Insomma, prefetto, verrebbe proprio da mandarla a quel paese, ma siamo gente educata, quindi la mandiamo a Rimini. Basta. Visto come lei e il suo governo l’avete riempita di giovani stupratori africani.



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