Autopsia, Sofia stroncata da stesso parassita piccole africane



La piccola Sofia Zago è stata uccisa dalla malaria. Ora, forse, gli sciacalli dell’accoglienza taceranno almeno qualche ora. Lo confermano i primi dati dell’autopsia eseguita oggi sul corpo della bimba di quattro anni ricoverata quest’estate nell’ospedale Santa Chiara di Trento e morta a Brescia.

A stroncarla è stata una encefalopatia malarica, ovvero malaria cerebrale, la complicanza più grave della patologia.

La bimba è stata ricoverata intorno a Ferragosto per un principio di diabete infantile, in pediatria c’erano due piccole africane del Burkina Faso malate proprio di malaria. Contagiati dal Plasmodium Falciparum, lo stesso parassita che ha stroncato Sofia. 2+2 fa 4, di solito.

Ma faranno di tutto per confondere le acque: “Per dare una risposta esatta su quale ceppo di malaria ha colpito la bambina ci vorrà del tempo”, dicono infatti i vertici del Santa Chiara. Che difendono il personale: “Siamo certi che non sono stati fatti errori procedurali ed i materiali utilizzati erano tutti monouso”, ha garantito il dg Paolo Bordon, “Non usiamo aghi per più persone in questa struttura. Questo nell’ospedale di Trento non accade. Adesso gli esperti del ministero della Saluta assieme ai Nas e al personale medico ricostruiranno quanto accaduto anche per escludere sospetti di contagio. In microbiologia ci sono ancora i campioni di sangue della bambina e degli altri pazienti, sotto sequestro giudiziario. Tutto quanto accaduto nei giorni scorsi è stato ricostruito minuziosamente e l’ospedale trentino è convinto che la “gestione del caso è avvenuta secondo i protocolli e non risulta siano stati commessi err Nei prossimi giorni l’Istituto Superiore di Sanità eseguirà un esame di laboratorio molto complicato ma determinante”.

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L’indagine si preannuncia complessa. Nel nosocomio sono arrivati oggi anche gli ispettori inviati dal Ministero della Salute Saranno effettuate analisi molecolari (che richiedono alcuni giorni) in grado di verificare l’identità tra i ceppi da cui è stata infettata la bambina e quella degli altri pazienti ricoverati negli stessi giorni colpiti dallo stesso parassita.

Siamo tutti colpevoli per la morte della piccola Sofia. Prima, ovviamente, i criminali che portano avanti una indiscriminata politica migratoria. Ma anche noi, che non siamo stati in grado di fermare questo scempio. Facciamo, almeno, che dopo lo stupro di Rimini, questa morte non sia vana. Anche se per i suoi genitori è già tutto finito.



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