Ius Soli, Pd si arrende: non ci sono numeri, sepolti a Rimini



La famigerata legge sullo Ius soli, che concede la cittadinanza agli stupratori che nascono in Italia da genitori stranieri, è moribonda. Al Nazareno e a Palazzo Chigi – si legge sul Corriere della sera – hanno quasi deciso di rinunciare. Non ci sono i numeri. Sepolti sotto la sabbia di Rimini.

Già prima della pausa estiva i sondaggi parlavano chiaro: la nuova norma faceva perdere al Pd 2 punti percentuali al mese. Gli italiani erano contrari allo ius soli e pronti a punire alle urne chiunque votasse la legge. Ma stando a sentire le dichiarazioni dei membri del governo, il Pd potrebbe scegliere deliberatamente di andare verso il suicidio elettorale. “Un Paese che non costruisce muri ma governa i flussi e crea integrazione deve avere il coraggio di dare nazionalità a chi è nato qui da genitori che soggiornano regolarmente e lavorano nel nostro Paese”, dice il ministro dell’Interno Marco Minniti. Al coro si aggiunge Luca Lotti, che sottolinea “Sono convinto che il Pd porterà a casa questo risultato. Non so dire quando ma ci riusciremo”.

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Quel che conta, però, sono i numeri. E al Senato, dove sono stati presentati dalla Lega oltre 50mila emendamenti, i margini di manovra sono praticamente assenti. I Cinque Stelle sono contrari e pronti all’astensione che vale voto contrario. Alleanza Popolare, il nuovo veicolo elettorale di Alfano, è spaccata, mentre il via libera dei 17 senatori di Gal (Grandi Autonomie e Libertà) e del gruppo di Verdini, Ala, appare improbabile. E Forza Italia stavolta non farà da stampella al PD, le elezioni sono troppo vicine per intestarsi un provvedimento così impopolare. Rimane la possibilità di mettere la fiducia sulla legge, ma sarebbe un suicidio a pochi mesi dalle urne. Così Renzi rinuncia e rimanda (a mai):” Credo sia un principio giusto, ma la possibilità di farlo passare fa i conti con la realtà di oggi”.

Una volta scampato il pericolo ius soli, dobbiamo iniziare a pensare al ritorno allo ius sanguinis integrale. Perché già con la legge di oggi, tra pochi mesi, gli stupratori di Rimini saranno italiani.



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