“Ius soli deterrente contro i reati”, l’ultimo delirio del ministro



Parola del ministro abusivo della Giustizia, Andrea Orlando, uno dei membri più deliranti del governo non eletto, che in un’intervista al Corriere torna ad esigere l’approvazione della legge che regali la nostra cittadinanza agli stupratori di Rimini.

“È un percorso di doveri, non solo di diritti”, ha detto, “Serve a evitare di confinare le persone in un limbo, un’area grigia separata dal resto della comunità. La marginalizzazione è un humus nel quale crescono le devianze, l’integrazione e l’adempimento dei doveri civici servono invece ad acquisire diritti e questo può aiutare la sicurezza collettiva. Avere dei cittadini anziché degli apolidi senza radici nel Paese di provenienza ed emarginati in quello in cui vivono significa aumentare le possibilità di controllo sociale e civile. E il perseguimento di un obiettivo attraverso il rispetto delle regole può essere un deterrente in più”.

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Parole che si scontrano con la realtà delle banlieus parigine. Con le stragi di Parigi, Londra e Bruxelles, tutte commesse da profughi alla guida di nuovi cittadini locali nati e cresciuti in paesi dove vige lo ius soli. Insomma, Orlando ha detto la sua solita sciocchezza quotidiana. Il problema è che un elemento del genere, mai eletto, è al governo.

E poi sembra quasi una minaccia: senza ius soli diamo mano libera alle nostre truppe coloniali.



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