Rimini, Profugo a nuovi italiani: «Sono il più vecchio, tocca prima a me stuprare».



I figli minorenni dei migranti, quella seconda generazione tanto cara a Boldrini, stuprano. I profughi li guidano nell’ordalia sessuale e si avvalgono dello ius primae noctis. Sembra uno spot contro lo ius soli, ma solo perché la realtà è uno spot contro lo ius soli.

I particolari dello stupro di Rimini emergono sempre più agghiaccianti.

Gli stupratori li hanno trovati in un piccolo paese di quindicimila abitanti con diversi nuclei, ma dove tutti si conoscono. Uno di quei piccoli paesi in cui, ‘grazie’ al progetto di colonizzazione voluto dal PD e chiamato SPRAR, dove viveva il capobranco congolese.

Iniziamo a vedere anche in Italia, come la Francia da decenni, la brutalità della seconda generazione, quella dei figli dei migranti che avevano cercato fortuna e benessere nel nostro Paese. I due fratelli marocchini e l’altro minorenne, il nigeriano, sono nati in Italia. E poi c’è lui, il richiedente asilo, venuto a completare il quadretto dell’integrazione.

Ben evidenziato dai verbali delle vittime, agghiaccianti, e ancora più sconvolgente è scoprire che il più piccolo era il più indemoniato. Tanto che il congolese ad un certo punto gli gridò: «Sono il più vecchio, tocca prima a me».

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Intanto due dei tre minorenni fermati, non è chiaro quali, negano di aver compiuto atti di natura sessuale ma di avere “solo tenuto ferma almeno una delle vittime, la ragazza polacca, e poi di aver partecipato al pestaggio del compagno”.

Ancora pochi mesi e quello stupro sarebbe stato commesso da ‘italiani’. Italiani questi ragazzini sarebbero diventati al compimento dei 18 anni, anche senza lo ius soli. E’ per questo che urge non solo bloccare lo Ius Soli in discussione al Senato, ma anche tornare allo ius sanguinis integrale: non vogliamo italiani come quelli di Rimini.



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