Profugo pesta carabinieri, niente carcere “perché lavora”



Delirante decisione. Non solo li dobbiamo mantenere e dare il lavoro che potrebbero fare i nostri, se li arresti devi liberarli perché ‘lavorano’.

Pesta i carabinieri e il giudice, disponendo la scarcerazione, ha previsto solo l’obbligo di firma. Per due sere la settimana.

Antony Oliver Ibhas, nigeriano di 26 anni arrestato nella notte tra mercoledì e giovedì per resistenza ai carabinieri in via De Bonis a Intra, è comparso ieri di fronte al giudice, che ne ha convalidato l’arresto ma che, anche per ragioni lavorative – il giovane africano, che da pochi mesi ha ottenuto lo status di rifugiato politico perché c’è la guerra in Siria e che da marzo ha lasciato il centro di accoglienza di Arizzano, lavora in un centro ippico – l’ha rimesso in libertà con l’obbligo di firma. L’udienza del processo per direttissima è stata aggiornata al 19 settembre. L’uomo, in preda ai fumi dell’alcol, aveva dato in escandescenze all’esterno di un bar del centro, prendendosela con altri avventori. All’arrivo dei carabinieri, che l’hanno trovato seminudo solo con indosso i boxer, non ha accennato a calmarsi e, tentando di aggredire i militari, è stato fermato con lo spray urticante al peperoncino.

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Rendiamoci conto delle leggi che abbiamo e di chi paghiamo per applicarle. Male. Appuntatevi questo nome: Ibhas, sarà il prossimo capobranco del prossimo stupro. Tanto la vittima non sarà il magistrato ma una ragazza innocente.



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