Assalta agenti al grido “Allah Akbar” e inneggia a Isis: ma l’espulsione è vietata



Niente espulsione per il profugo gambiano Bakary Marong, che mercoledì scorso si è scagliato contro i poliziotti urlando «Allah è grande» con il Corano stretto nella mano destra.

L’immigrato, infatti, è un richiedente asilo politico. Il tribunale ha già respinto la sua richiesta, ma lui ha fatto ricorso, dunque, finché non si concluderà l’iter, il questore non potrà procedere. Solo il Ministero può procedere. Ma non lo fa.

Marong si è reso protagonista di un’aggressione in stile terroristico: già noto alle forze dell’ordine per precedenti di spaccio, ha urlato «Allah Akbar» e in un istante li ha colpiti con pugni, calci e gomitate. In mano teneva stretto il Corano, lo ha usato per sferrare i fendenti, non contento ha gridato «Ha fatto bene l’Isis ad ammazzare tutti in Spagna. Vi uccideremo tutti, siete degli infedeli».

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Il gambiano è stato processato per direttissima: il giudice ha convalidato l’arresto e lo ha rimesso in libertà vietandogli di rientrare in Veneto. Mercoledì avrà luogo la prossima udienza. Il richiedente asilo politico potrà quindi assalire agenti e spacciare in Friuli o in qualsiasi altra regione italiana che non sia il Veneto.



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